SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo

SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo

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Grazie al recente scorrimento della graduatoria regionale relativa al bando per gli incentivi annuali a favore della promozione delle attività culturali – iniziative progettuali riguardanti manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica, il progetto “SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo”, presentato dall’associazione culturale Lacus Timavi quale capofila, rientra tra quelli ammissibili e finanziabili.
Tale progetto si propone di valorizzare la ricchezza delle evidenze archeologiche, storiche e naturalistiche del territorio tra il Timavo e l’Isonzo, con un particolare focus sull’area urbana di Monfalcone. L’obiettivo è di trasmettere a un ampio pubblico le conoscenze disponibili sui luoghi e sulle testimonianze di interesse storico e archeologico presenti a Monfalcone e nel comparto territoriale circostante.
Il prodotto principale sarà una pubblicazione a carattere divulgativo sull’archeologia e sulla storia di Monfalcone e dei comuni circostanti dall’antichità all’età moderna, con un’attenzione particolare alle trasformazioni avvenute nel paesaggio naturale e antropico.
L’intento è quello di costruire e divulgare, attraverso diversi prodotti e con la massima attenzione alla scientificità dei contenuti, una narrazione d’insieme dello sviluppo storico, dall’antichità a oggi, di un territorio connotato da una certa omogeneità di espressioni culturali.
L’analisi dei dati – spesso frammentari e conosciuti solo dagli specialisti – che provengono da numerose ricerche di archeologia del paesaggio e da indagini di scavo condotte nell’area, è in grado di gettare nuova luce sulle trasformazioni culturali, sociali e ambientali nel divenire di millenni.

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quota 12

quota 12

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In questa foto datata 1965, si nota il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, inaugurato nel 1923 e in seguito smontato in blocchi per lasciar spazio agli stabilimenti della nascente area industriale del Lisert.
Fu poi riassemblato dapprima in zona Tavoloni, a lato della strada statale e poi nell’area del Parco della Rimembranza.
La sua collocazione definitiva lo vede dal 2003 a breve distanza dalle Terme di Monfalcone, in via Timavo.

L’eccezionalità della foto, che lo ritrae nella sua primitiva collocazione, risiede nel fatto che sia stata scattata dalla sommità del monte ‘della Punta’, la ‘quota 12’  che designava il punto apicale di una delle due Insuale Clarae di delimitazione dell’antico lacus Timavi, spianate in parte o totalmente -come in questo caso- per ottenere nuovi terreni da destinare all’industria.
Dalla foto si notano sulla sinistra pure i ruderi della fornace presente in zona e il Locavaz.

Il monumento è realizzato in blocchi di pietra d’Aurisina, su progetto dell’architetto Guido Cirilli che  per molti anni è stato insegnante e anche presidente dell’accademia di Belle Arti di Venezia e direttore della Scuola superiore d’Architettura.

(dalla monografia ‘La mancata conquista di quota 28 del Timavo nel 1917’ di Abramo Schmid)

insula clara di Sant'Antonio
il Monumento ai Caduti

 

anno 1824: breve viaggio da Monfalcone a Duino

anno 1824: breve viaggio da Monfalcone a Duino

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Questa mappa, datata ‘Triest, den 27 März 1824’, è opera della Kustenlandische Baudirection [1], la direzione delle opere d’ingegneria civile della regione costiera dell’Impero austroungarico.
Si tratta della proposta di pianificazione di una nuova strada che avrebbe dovuto unire Duino a Monfalcone attraversando la palude del Lisert.
Partendo da sinistra, si nota la Monfalconer Baadhause [2] (le terme), al limitare del Monfalconer Moorgründe, il ‘fondale marino’ con cui si designa la palude del Lisert e, quindi, l’antico lacus (in questo caso definito con una forma non più in uso).
La vecchia strada, quella esistente, scavalla la sommità della Montagnolla della Punta [3]mentre le due previste l’aggirano: una, quella in rosso, tira dritta e attraversa il Locavaz Bach (rio del Locavaz) [4] per continuare dem Thurn gehörige Gründe [5], ossia fondi appartenenti ai della Torre, giungendo a San Giovanni di Duino [6].

L’altra strada prevista, in giallo, invece,segue un corso più meridionale rispetto a quella già esistente. Difatti, attraversando d’un tiro le foci del Timavo e il paludo, arriva nel Gemeinde Grad Bratina [7], ossia nel comune del castello di Bratina.
Da qui in poi, la strada rossa continua da San Giovanni e s’innesta nel vecchio percorso mentre quella gialla prosegue il suo andamento rettilineo attraversando il bosco della Cernizza.
Ambo le strade si tengono al di fuori della riserva di caccia dei conti della Torre, qui annotata come Thiergarten Cernizza Graf von Thurn gehorig [8].
A Duino, in prossimità del porto (Haven) si nota il Salz-Magazin, l’Altes Schloß e il castello ‘Nuovo’ [9].


Situation der zur Abbauung der sehr steilen und der Uberschemmung ausgesetzen Strassen Strecke zwischen Duino und dem Monfalconer Baadhause in Vorschlag gebrachten Strassenzuge— Situazione delle erte e dei guadi posti tra le terme di Monfalcone e Duino che s’incontrano lungo i percorsi delle strade proposte | Archivio Piani, 27/03/1824).

nota: tutti i termini in tedesco sono riportati tal quali dalla mappa

Situation der zur Abbaung_full
Situation der zur Abbaung (..)


 

una ‘radiografia’ dell’antico lacus Timavi?

una ‘radiografia’ dell’antico lacus Timavi?

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In quest’immagine abbiamo un po’ giocato, sovrapponendo un’ortofoto aerea del 1954 a una schermata tratta da Google Earth, che raffigura la situazione attuale.
Il risultato finale è molto curioso in quanto restituisce un’idea di quello che un tempo fu il cordone insulare che delimitava la laguna litoranea del ‘lacus’ dal mare aperto.
Questa laguna era punteggiata da alcune emergenze insulari, note come l’isola di S. Antonio (A) e l’isola della Punta (B) , che costituivano le più settentrionali delle insulae clarae citate da Plinio il Vecchio.
Si trattava nello specifico di un’unica isola, il cui cordone centrale risultava sommerso durante le alte maree, conferendole l’aspetto di due isole distinte.
In ‘C’ è evidenziato il ‘balo’, l’affioramento alluvionale sito in prossimità della foce del Timavo, che verosimilmente cela le rovine dello scomparso castello veneziano di Belforte.
Le terme romane di Monfalcone giacciono al limitare settentrionale dell’isola di Sant’Antonio, oggi quasi del tutto scomparsa a causa delle esigenze imposte dal progresso industriale del ventesimo secolo.
Un progresso che ci ha consegnato ancora alcuni piccoli cenni di quest’isola, visibili nelle foto sotto riportate, ma che ha definitivamente cancellato Quota 12, ossia l’isola della Punta che, però, ci ha comunque affidato importantissime testimonianze del passato, come la villa della Punta e l’imbarcazione d’epoca romana, oggi musealizzata (ma al momento non visibile al pubblico) presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.



 

la botte di villa della Punta

la botte di villa della Punta

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In epoca romana, i contenitori destinati al trasporto di alimenti erano rappresentati dalle anfore che, nelle loro diverse forme, potevano racchiudere prodotti quali il garum, l’olio e il vino, ma anche spezie, semi, conserve di frutta, datteri e altro ancora.
Essendo principalmente costruite in terracotta, di esse è giunta sino ai nostri giorni una variegata testimonianza, visibile in moltissimi musei archeologici del territorio nazionale.
Ben più raro è poter osservare un esemplare d’una botte lignea o parte di questa, come è invece successo nel caso del ritrovamento durante gli scavi condotti negli anni ’70 dello scorso secolo, presso la villa della Punta, posta sull’isola omonima -oggi scomparsa-  in prossimità delle foci del fiume Timavo.
Difatti, nel corso di questi, emerse un coperchio d’una botte utilizzata per il trasporto del vino, decisamente ben conservato grazie alle condizioni anaerobiche dovute alla sommersione nei fanghi palustri, che ne han impedito la decomposizione.
Di quest’interessante testimonianza del II secolo dopo Cristo, particolare interesse suscitano alcuni graffiti e il marchio impresso a fuoco sulla superficie, che reca la scritta

C.VI[—]VS/ [—] 

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Considerato il periodo storico, risulta suggestivo pensare che Massimino il Trace, soldato barbaro proclamato Imperatore dalle legioni a seguito di vittoriose campagne militari, proprio servendosi di botti come quella cui appartenne questo coperchio costruì un ponte per attraversare con le sue truppe un Isonzo dalle acque ingrossate per via dello scioglimento dei nevai alpini, nel tentativo di raggiungere ed assediare Aquileia.
Difatti, il Pons Sontii in località Mainizza era stato in precedenza abbattuto proprio per impedire a Massimino il raggiungimento della città romana sul Natissa, ove qualche tempo dopo, al termine d’un estenuante assedio, troverà la morte per mano dei suoi stessi soldati.

Il coperchio della botte è conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia ed è stato esposto durante la mostra ‘Made in Roma and Aquileia’, proposta dalla Fondazione Aquileia nel 2017.

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edificio della torre piezometrica – Aurisina

edificio della torre piezometrica – Aurisina

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Inoltrandosi nella landa carsica in prossimità della torre piezometrica di Aurisina, facilmente riconoscibile dalla strada statale costiera per via della sua mole, dopo un breve tragitto attraverso la macchia si ritrova un edificio costituito da bassi muri a secco in pietra locale a blocchi squadrati.
Individuata nei primi anni ’70 del secolo scorso, questa costruzione ha da subito attratto l’interesse degli studiosi che, a seguito d’alcune indagini, vi hanno rinvenuto diversi materiali, tra cui frammenti d’anfora, laterizi e alcuni resti di manufatti ceramici.
Il posizionamento di questo edificio, sito in prossimità dello spettacolare ciglione carsico, ha dapprima fatto propendere per una sua caratterizzazione come villa della prima romanizzazione locale.
La datazione dei reperti rimanda infatti all’età repubblicana del primo secolo a.C.; tuttavia, il sistema costruttivo dell’edificio è riferibile verosimilmente a tecniche di tipo protostorico, impiegate dalle popolazioni autoctone anche in piena età romana, che prevede  l’allestimento di basamenti in muratura a secco come sostegno ad alzati realizzati in materiale deperibile, oltre al partizionamento interno del fabbricato in un limitato numero di vani.

Difatti l’edificio di compone di quattro ambienti, di cui uno presenta una pavimentazione lastricata in pietra calcarea, mentre di particolare interesse è un piccolo corridoio, nel cui muro è ricavato un focolare.
Lo stato conservativo del manufatto ne permette una certa riconoscibilità e la sua suggestiva collocazione panoramica rappresenta ulteriore spunto per una visita.

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Riparte il Progetto Scuole, alla scoperta dell’antico Lacus Timavi

Riparte il Progetto Scuole, alla scoperta dell’antico Lacus Timavi

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Anche quest’anno l’associazione culturale Lacus Timavi propone agli Istituti Scolastici del territorio una serie d’iniziative volte alla conoscenza della storia e dell’archeologia locale.

Quest’edizione propone come novità una serie di Percorsi attivi al Museo della Cantieristica di Monfalcone, recente fiore all’occhiello tra i poli museali regionali.

Clicca qui per conoscere l’iniziativa completa

Modulo di prenotazione

Sunto sull’edizione precedente

referente di progetto: Piera Mauchigna   mob.: (+39) 345 927 53 69 |  info@lacustimavi.it

 

 

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si conclude al Mitreo di Duino il Progetto Scuole 2017

si conclude al Mitreo di Duino il Progetto Scuole 2017

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Si conclude al Mitreo di Duino, con una visita riservata agli studenti del primo anno del Liceo Scientifico Buonarroti di Monfalcone, il ciclo d’incontri riservato alle scuole locali e volto a far conoscere storia, meraviglie archeologiche e ‘segreti’ dell’antico lacus Timavi.

Dopo dieci giornate d’incontri, declinate sia sul racconto in aula, sia sulla visita diretta al territorio, il progetto ha visto la partecipazione di quasi trecento studenti, provenienti da diversi Istituti di Monfalcone, Staranzano e Gradisca d’Isonzo.

Ringraziamo tutti i docenti che hanno voluto aderire all’iniziativa e il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, congiuntamente al Comune di Monfalcone, che ha messo a disposizione alcune strutture.

L’interesse suscitato ci suggerisce di riproporre tale iniziativa anche nel prossimo futuro, sotto la professionale conduzione di Piera dell’associazione Lacus Timavi, sempre nel solco del racconto sul territorio locale ai futuri eredi della sua memoria.

il Progetto Scuole fa tappa a Gradisca d’Isonzo

il Progetto Scuole fa tappa a Gradisca d’Isonzo

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Mercoledì 19 aprile due classi della scuola primaria ‘”Della Torre” di Gradisca d’Isonzo hanno partecipato al progetto “Scopri l’antico Lacus Timavi” dedicato alla storia romana e all’archeologia del territorio di Monfalcone.

Oltre ad uno sguardo ampio sulle diverse strutture rinvenute presso il Lacus Timavi, si sono approfonditi gli aspetti religiosi e rituali degli antichi romani; i bambini così hanno potuto scoprire culti secondari ma ben sviluppati nella zona come Spes Augusta e il dio Mitra.

In seguito alle presentazioni multimediali, sempre interattive fra alunni e operatore, i bambini hanno realizzato con l’argilla una propria aretta votiva scegliendo fra le divinità conosciute poco prima.

L’esperienza, completamente gratuita, fa parte di un insieme di percorsi tematici raggruppati nel progetto dell’associazione “Progetto Scuole – alla scoperta dell’antico Lacus Timavi” in atto fino maggio 2017, dedicato alla scuole primarie e secondarie del territorio e supportato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.


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con il ‘Progetto Scuole’ alla scoperta del Mitreo di Duino

con il ‘Progetto Scuole’ alla scoperta del Mitreo di Duino

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Nell’ambito delle attività previste dal ‘Progetto Scuole’ curato dall’associazione, mercoledì 15 marzo gli allievi della Scuola Primaria ‘Amelio Cuzzi’ di Monfalcone sono stati condotti a visitare l’antico tempio ipogeo dedicato al culto del dio Mitra, alle pendici del monte Hermada.

Grazie al racconto sulla storia del luogo, illustrata dall’operatrice Piera dell’associazione e dalle responsabili della Soprintendenza, gli alunni hanno potuto conoscere in prima persona le peculiarità di un luogo estremamente suggestivo e relativamente poco noto, recentemente ristrutturato in maniera esemplare, per permetterne una visita completa.

L’esperienza, completamente gratuita, fa parte di un insieme di percorsi tematici raggruppati nel progetto dell’associazione ‘Alla scoperta dell’antico Lacus Timavi’ in atto fino maggio 2017, dedicato alla scuole primarie e secondarie del territorio e supportato dalla Fondazione cassa di risparmio di Gorizia.

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il ‘Progetto Scuole’ nel dettaglio

 

Sanudo; Monfalcone; associazione culturale Lacus Timavi; Friuli Venezia Giulia

 

 

prosegue il ‘Progetto Scuole 2016-2017’

prosegue il ‘Progetto Scuole 2016-2017’

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Giovedì 9 marzo, alla Scuola Primaria ‘Amelio Cuzzi’ di Monfalcone , si è svolta un’attività speciale, dedicata alla storia e l’archeologia del territorio monfalconese anticamente conosciuto come Lacus Timavi .

Le classi quinte, grazie a supporti multimediali predisposti dall’operatrice Piera dell’associazione, hanno dapprima scoperto la storia romana e le diverse rilevanze archeologiche del territorio, quindi approfondito tematiche come le divinità e i commerci legati alla zona.

In conclusione ogni partecipante ha realizzato un modellino raffigurante il Lacus Timavi o un aretta votiva ispirata a reali reperti rinvenuti sul territorio.

I bambini hanno risposto con curiosità ed entusiasmo soprattutto nella parte teorica esponendo diverse domande durante la presentazione e divertendosi poi nel laboratorio pratico.

L’esperienza, completamente gratuita, fa parte di un insieme di percorsi tematici raggruppati nel progetto dell’associazione ‘Alla scoperta dell’antico Lacus Timavi’ in atto fino maggio 2017, dedicato alla scuole primarie e secondarie del territorio e supportato dalla Fondazione cassa di risparmio di Gorizia.

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il ‘Progetto Scuole’ nel dettaglio

Sanudo; Monfalcone; associazione culturale Lacus Timavi; Friuli Venezia Giulia

 

termina la rassegna ‘archeoelogica’ 2016…arrivederci alla prossima edizione!

termina la rassegna ‘archeoelogica’ 2016…arrivederci alla prossima edizione!

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La prima edizione di ‘archeoelogica – storia locale e futuro digitale’ è terminata, con un successo di pubblico davvero oltre ogni aspettativa!
Il nostro intento era di raccontare il territorio locale e avvicinare le nuove generazioni alla sua conoscenza, interessandole con l’approccio digitale e rendendole protagoniste di un’ipotesi ricostruttiva che lo riguardasse.
L’invito ad avvicinare due mondi forse apparentemente distanti è stato suggerito dalle opportunità che l’alternanza scuola-lavoro sta avvicinando e dalla volontà di approcciarsi alla novità, manifestata dagli studenti dell’ ISIS-BEM di Staranzano che, sotto la supervisione dei professori dell’istituto, dei tutor di FVG Digital Academy e dello staff dell’associazione, hanno partecipato con interesse e propositività.

Un sentito GRAZIE a tutti coloro che hanno creduto nel lavoro dell’associazione culturale Lacus Timavi, supportando quest’iniziativa con partecipazione ed entusiasmo.

A questo punto non ci resta che invitarvi..alla prossima edizione..