Una Storia per Immagini | a Pieris la terza tappa della mostra fotografica itinerante [21/2-11/3]

Una Storia per Immagini | a Pieris la terza tappa della mostra fotografica itinerante [21/2-11/3]

SottoMonfalcone

La mostra fotografica itinerante ‘Una Storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo e Isonzo’ fa tappa a Pieris (San Canzian d’Isonzo), presso Villa Settimini, dal 21 febbaraio all’11 marzo 2020.
La mostra, realizzata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, fa parte dei prodotti e delle iniziative previste dal progetto SottoMonfalcone, ideato dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e predisposto dall’associazione culturale Lacus Timavi.
La mostra di Pieris, con oltre 50 foto artistiche che ritraggono le bellezze storiche e paesaggistiche del territorio tra falesie di Duino e Isonzo, è a ingresso libero e sarà inaugurata venerdì 21, alle ore 18, presso Villa Settimini di largo Garibaldi 34.

Iniziativa organizzata in collaborazione con il Comune di San Canzian d’Isonzo.

Orari di apertura:
lunedì, mercoledì, sabato 16-19
martedì, giovedì 10-12


Open day – San Canzian (Antiquarium e San Proto) |  sabato 15 febbraio

Open day – San Canzian (Antiquarium e San Proto) | sabato 15 febbraio

SottoMonfalcone

Sabato 15 febbraio, a San Canzian d’Isonzo, saranno aperti in via straordinaria due importanti scrigni di storia locale: l’Antiquarium presso la Chiesa Parrocchiale e la chiesetta di San Proto.
L’evento fa parte delle iniziative proposte dal progetto SottoMonfalcone ed è organizzato in collaborazione con il Comune di San Canzian d’Isonzo, con i volontari della Società Friulana di Archeologia – Sezione Isontina e la Parrocchia Ss. Martiri Canziani.
Le visite ai due siti, completamente grauite, sono condotte
> all’Antiquarium, dai volontari della Società Friulana di Archeologia e dalla storica Monica Chiabà, che illustrerà le antiche lapidi iscritte
> alla chiesetta di San Proto, dall’archeologa Paola Maggi, del comitato scientifico di progetto

Il ritrovo è fissato presso la Chiesa Parrocchiale e presso la Chiesetta di San Proto con inizio alle ore 10.00, 11.00, 12.00.
Info e prenotazioni (obbligatorie nel caso di gruppi): sottomonfalcone@lacustimavi.

[foto: Romano Semitz]


l’articolo su ‘Il Piccolo’ [11-02-2020]

Open day – Monfalcone | sabato 8 febbraio

Open day – Monfalcone | sabato 8 febbraio

SottoMonfalcone

Sabato 8 febbraio 2020 l’Associazione culturale Lacus Timavi, nell’ambito delle iniziative previste dal progetto ‘SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo’, organizza un Open day alla scoperta di luoghi storici, noti e meno noti, della città di Monfalcone.

A partire dalle ore 9.00 e con partenze ogni ora (10.00 e 11.00), con ritrovo presso il Municipio di Monfalcone, si potranno effettuare due passeggiate organizzate in collaborazione con il Comune di Monfalcone, con l’Istituto Statale di Istruzione Superiore ‘Sandro Pertini’ e con l’Associazione ‘Galleria Rifugio’ di Monfalcone.

>>La prima è una passeggiata alla scoperta della Monfalcone medievale, che si terrà a cura degli alunni della 3BET indirizzo Turistico dell’I.S.I.S. Sandro Pertini di Monfalcone e comprenderà l’illustrazione dei resti archeologici sotto il Municipio e la visita alla collezione archeologica conservata nel Palazzetto Veneto. La visita sarà supportata dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci, coordinatrici del progetto.

>>Il secondo itinerario di visita prevede una passeggiata storica nei luoghi delle due Guerre a Monfalcone, che verrà condotta dal ricercatore Pietro Commisso dell’Associazione ‘Galleria Rifugio’ di Monfalcone.

All’Open-day forniscono preziosa collaborazione la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio FVG, il comune di Monfalcone e l’I.S.I.S. ‘Sandro Pertini’ di Monfalcone.

L’iniziativa è gratuita. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie nel caso di gruppi) scrivere a: sottomonfalcone@lacustimavi.it.

 

invito

Open Day e Conferenza: doppio appuntamento | venerdì 31 gennaio

Open Day e Conferenza: doppio appuntamento | venerdì 31 gennaio

SottoMonfalcone

Venerdì 31 gennaio sono previsti due appuntamenti nell’ambito del progetto SottoMonfalcone.

Alle ore 17.00 e 17.45, le archeologhe Paola Maggi e Gabriella Petrucci condurranno una visita guidata presso l’Antiquarium Comunale di Ronchi dei Legionari, alla scoperta dei reperti della villa romana. [Androna Palmada, 2].

Successivamente, la dott.ssa Monica Chiabà, dell’Associazione Nazionale per Aquileia, condurrà la conferenza ‘Aquileia est deducta (181 a.C.)’: a partire alle ore 18.30 del 31 gennaio, presso l’Auditorium  Comunale [Piazzetta dell’Emigrante], saranno illustrati alcuni spunti storici sulla fondazione della grande città romana.

Entrambi gli appuntamenti sono organizzati in collaborazione con il Comune di Ronchi dei Legionari, nell’ambito della rassegna ‘Noi e la Storia’.
L’open day s’avvale anche della collaborazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.
Per ulteriori informazioni: sottomonfalcone@lacustimavi.it


 

SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo

SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo

nuove SottoMonfalcone

Grazie al recente scorrimento della graduatoria regionale relativa al bando per gli incentivi annuali a favore della promozione delle attività culturali – iniziative progettuali riguardanti manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica, il progetto “SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo”, presentato dall’associazione culturale Lacus Timavi quale capofila, rientra tra quelli ammissibili e finanziabili.
Tale progetto si propone di valorizzare la ricchezza delle evidenze archeologiche, storiche e naturalistiche del territorio tra il Timavo e l’Isonzo, con un particolare focus sull’area urbana di Monfalcone. L’obiettivo è di trasmettere a un ampio pubblico le conoscenze disponibili sui luoghi e sulle testimonianze di interesse storico e archeologico presenti a Monfalcone e nel comparto territoriale circostante.
Il prodotto principale sarà una pubblicazione a carattere divulgativo sull’archeologia e sulla storia di Monfalcone e dei comuni circostanti dall’antichità all’età moderna, con un’attenzione particolare alle trasformazioni avvenute nel paesaggio naturale e antropico.
L’intento è quello di costruire e divulgare, attraverso diversi prodotti e con la massima attenzione alla scientificità dei contenuti, una narrazione d’insieme dello sviluppo storico, dall’antichità a oggi, di un territorio connotato da una certa omogeneità di espressioni culturali.
L’analisi dei dati – spesso frammentari e conosciuti solo dagli specialisti – che provengono da numerose ricerche di archeologia del paesaggio e da indagini di scavo condotte nell’area, è in grado di gettare nuova luce sulle trasformazioni culturali, sociali e ambientali nel divenire di millenni.

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il Mitra tauroctono di Aquileia

il Mitra tauroctono di Aquileia

meno nuove

Correva l’anno 1888.
Un anno straordinario per l’archeologia, in quanto a Tunisi veniva inaugurato il museo del Bardo, vero e proprio scrigno di tesori del passato, con la sua impressionante collezione di mosaici romani.
E anche ad Aquileia proseguivano i rinvenimenti dei tasselli di quel mondo antico, celato nelle sue campagne, di cui s’iniziavano a ordinare le collezioni da tre lustri presso l’Imperial Regio Museo dello Stato, nato per volere degli Absburgo e ospitato, allora come oggi, nella villa Cassis Faraone.
In quell’anno, un mese esatto prima del Natale, durante alcuni lavori in un vigneto nei fondi Ritter di Monastero, fu rinvenuto un magnifico rilevo di Mitra tauroctono assieme al frammento di un’ara votiva. Tale rilievo palesava uno stato di conservazione del tutto eccezionale, in quanto forse  nascosto intenzionalmente a breve distanza dal mitreo che lo ospitò.
La storia di questo masterpiece del mondo antico incrociò qualche mese più tardi quella di una delle più importanti personalità del mondo finanziario di Trieste: il barone Carlo von Reinelt.
Già presidente della locale raffineria di petrolio e di una notissima compagnia assicurativa, nel 1879 andò a presiedere la Camera di Commercio di Trieste alla quale, grazie a un prestito personale, permise la costruzione dei magazzini del porto.
Questi acquistò il rilievo ed altri pezzi  agli allora proprietari del fondo e, nonostante avesse già accordato la destinazione di quei preziosi reperti al locale Museo di Stato, nell’estate del 1889 decise di spedire il tutto al Kunsthistorisches Museum di Vienna,  inaugurato nel 1891 e ospitante molte collezioni private imperiali.
Cosa che, come ovvio, suscitò la più viva riprovazione nel mondo accademico locale e non solo.
Il meraviglioso rilievo s’involava dunque per sempre lontano da Aquileia, mentre il suo calco è oggi ammirabile presso il Museo Archeologico Nazionale.
[continua dopo le foto]

In queste foto, scattate all’originale custodito presso il museo viennese, si può ammirare la scena centrale del culto di Mitra, dio della luce o ‘Sol Invictus’, mentre costringe il toro al suolo all’interno di un antro, nell’attesa del segno del corvo per compierne l’uccisione. Il serpente e il cane si nutrono del sangue del toro mentre i due geni, Cautes e Cautopates, ai due lati del dio, personificano l’eterno ciclo di rinnovamento tra vita e morte.
Cautopates, in questa rappresentazione, con la sua fiaccola abbassata rappresenta il tramonto e precede Cautes, l’aurora, suggerendo la tensione all’eterna rinascita: al solstizio d’inverno, la Natura muore, per resuscitare in primavera, sino al solstizio d’estate.
Ed è proprio a Natale che il sole inizia a rinascere, dopo l’apparente pausa che si prende, tramontando e sorgendo illusoriamente nella stessa posizione, prima d’invertire il cammino e procedere nuovamente verso l’equatore celeste, invitto nella sua ciclica tendenza alla rinascita.
Un fenomeno naturale osservato dalle popolazioni dell’emisfero boreale già dalla notte dei tempi.
Già Marco Aurelio Antonino Augusto, imperatore d’origini siriane che regnò dal 218 al 222 e noto come Eliogabalo, dalla sua carica di sacerdote del dio sole El-Gabal, introdusse a Roma il culto di Mithra. Circa mezzo secolo più tardi, nel 274, l’imperatore Aureliano decretò che il 25 dicembre sarebbe stato il Dies Natalis Solis Invicti, includendo la data nelle festività dei Saturnali, dedicati alla protezione della fecondità dei raccolti e quindi della famiglia.
Ma fu l’imperatore Costantino, nel 330, a decretare la coincidenza tra la nascita di Gesù e la celebrazione di origini pagane del Sol Invictus. Il 25 dicembre di quell’anno originava dunque il Natale cristiano, definitivamente ufficializzato da papa Giulio I, pochi anni dopo l’editto di Costantino.
Nel quindicesimo secolo, secondo l’opera predicatoria di San Bernardino da Siena, francescano canonizzato nel 1450 da papa Niccolò V,  l’ostia consacrata iniziò ad esser esposta in ostensori recanti forma di sole che irradia raggi di luce.
La commistione tra il culto del sole e quello di Cristo mostra così, in quest’arredo sacro, una crasi fisica che ancor oggi ne ricorda le comuni origini.

articoli correlati:
Il mitreo di Duino
Selene-Luna
Saturnalia, Opalia e il Timavo


 

incontro: ‘La Baia degli Uscocchi nel Lacus Timavi’ | venerdì 15 giugno

incontro: ‘La Baia degli Uscocchi nel Lacus Timavi’ | venerdì 15 giugno

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l’associazione culturale Lacus Timavi  assieme all’
Accademia Europeista del Friuli Venezia Giulia e The Propeller Club Port of Monfalcone
col Patrocinio del Comune di Monfalcone
venerdì 15 giugno alle ore 18.30, presso il Palazzetto Veneto di via Sant’Ambrogio 12 – Monfalcone

presentano l’incontro

‘LA BAIA DEGLI USCOCCHI NEL LACUS TIMAVI’

interverranno il giornalista Alex Pessotto

e l’autore del libro ‘La baia degli Uscocchi’, Pio Baissero

ingresso gratuito – seguirà vin d’honneur

1585: mentre il conflitto tra veneziani e ottomani sembra attenuarsi, in una piccola città dalmata si dispiega la vicenda narrata nel testo. Una storia di predoni che, da quel luogo,  si affacciano sul “Golfo di Venezia”, come allora veniva chiamato l’Adriatico perché appunto di esclusivo e geloso dominio della Serenissima.
Sono pirati che assaltano navi mercantili svuotandole del  carico senza esitare di  uccidere comandanti e marinai.
Autori di questi misfatti sono gli uscocchi : profughi in fuga dal profondo dei Balcani ormai diventati dominio dei turchi. Una popolazione di fuggiaschi alla ricerca di un ruolo, di una sistemazione, trovandola alla fine nella più rischiosa e illecita tra le attività umane, ovvero quella della pirateria:  una dolorosa spina nel fianco di Venezia, già sulla via del tramonto per la crescente importanza delle nuove rotte atlantiche e per la sfibrante  rivalità con l’Impero d’Austria.
Poco o niente serve la flotta  della Repubblica di San Marco per annientare i pirati uscocchi i quali, di proposito, evitano ogni scontro frontale per agire con devastanti e inattese azioni diversive. Azioni basate su loro indubbie e specifiche qualità: conoscenza della navigazione, temerarietà, forza fisica, disponibilità di un porto sicuro e di barche lunghe e agili, capaci di affrontare il mare anche  nelle condizioni climatiche più avverse.  […]

Protagonisti e avvenimenti di questo racconto sono solo in parte opera di fantasia. L’immaginazione è presente, ma sempre integrata da prove ricavate da libri, manoscritti, lettere e documenti d’epoca che ho trovato, dopo anni di ricerca, presso istituzioni pubbliche e private a Trieste e, soprattutto, presso l’Archivio di Stato di Venezia.

Nota sull’autore:
Pio Baissero è stato docente in Istituti Tecnici e cultore della materia giuridica ed economica all’Università degli Studi di Udine. Direttore dell’Accademia Europeista del Friuli Venezia Giulia, si occupa di storia europea e dell’Alto Adriatico. Ha pubblicato numerosi saggi e un romanzo storico dal titolo “Galia, nobili e plebei sulle navi della Lega Santa” vincendo, nel 2015, il premio letterario nazionale “Città di Sisto V”.

comune di Monflacone; Friuli Venezia Giulia


 

Si conclude l’edizione 017-018 del Progetto Scuole, curato dalla nostra associazione.

Si conclude l’edizione 017-018 del Progetto Scuole, curato dalla nostra associazione.

nuove
Sabato 26 maggio 2018 si è tenuto l’ultimo appuntamento del Progetto scuole per l’anno scolastico 2017/2018.
Questa volta abbiamo cambiato location per i nostri laboratori e ci siamo recati nella splendida Aquileia, con la classe 5^A della Scuola primaria Collodi di Fogliano.
Complice la bellissima giornata di sole, abbiamo potuto ricostruire all’aperto la struttura dei mosaici della Basilica e visitare il porto fluviale, il foro e i mosaici conservati al Museo Archeologico Nazionale.
Ringraziamo le maestre per la gentile collaborazione e i bambini per la loro partecipazione piena d’entusiasmo!
A rivederci il prossimo anno scolastico!

Lignano Sup Marathon | stand Lacus Timavi+Museo Archeologico della Laguna [domenica 6 maggio]

Lignano Sup Marathon | stand Lacus Timavi+Museo Archeologico della Laguna [domenica 6 maggio]

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In occasione della terza edizione della Lignano Sup Marathon, regata organizzata da Tiliaventum ASD con il Patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e dedicata alle discipline del sup e della canoa kayak, l’associazione culturale Lacus Timavi sarà presente con un suo stand espositivo.
L’idea nasce dal voler far conoscere la laguna, teatro della maratona remiera, anche sotto il suo spettacolare profilo storico e archeologico.
Per farlo, grazie all’interessamento degli organizzatori della manifestazione e  alla collaborazione del Comune di Marano Lagunare, sarà proposto uno spazio realizzato assieme al Museo Archeologico della Laguna, ove l’ambiente marino e lagunare saranno raccontati sotto quest’ intrigante aspetto.

Per chi lo desiderasse approfondire, ci può trovare presso l’Ufficio Spiaggia n°7 Bar Aurora – Wind Village, from dawn till dusk!

 

QUI, tutte le info sulla Lignano Sup Marathon

 


 

 

Il senso della scoperta – quarto appuntamento | La storia dalle reti. Lo studio del relitto Mercurio – “Pescare” il passato  [venerdì 27 aprile]

Il senso della scoperta – quarto appuntamento | La storia dalle reti. Lo studio del relitto Mercurio – “Pescare” il passato [venerdì 27 aprile]

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Nel 2001, al largo di Punta Tagliamento, il peschereccio Albatros di Marano “pescò” un cannone di ferro ricoperto da concrezioni. Così ebbe inizio un’importantissima avventura archeologica: l’indagine del relitto Mercurio, il brigantino della flotta italo-francese di Napoleone colato a picco nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 1812 sotto i colpi di artiglieria di navi della marina inglese. Un caso eccezionale, in cui l’archeologia ci svela lo scenario di un preciso evento della macrostoria.

Questa incredibile scoperta operata dai pescatori maranesi, che ci verrà raccontata da Carlo Beltrame, stimola una riflessione. Le nostre lagune e il nostro mare sono ricchi di storia e di archeologia. Spesso i pescatori e gli operatori del mare si imbattono in oggetti del passato che giacciono sui fondali da secoli o millenni. Ha senso recuperarli? Perché? E, nel caso, come fare e chi avvisare? Quali sono le buone pratiche da seguire? Che effetti potrebbe avere la scoperta?

A queste e ad altre domande si cercherà di dare a risposta nell’evento a seguire, dedicato ad una  conversazione sul tema “Azioni e buone pratiche per il recupero e la salvaguardia dei beni archeologici sommersi”, in cui interverranno i rappresentanti dei principali enti e istituzioni coinvolti nella ricerca, tutela e valorizzazione dei beni archeologici. Un dibattito aperto a tutti, in particolare a chi vive e opera quotidianamente in mare.

 

Ore  17.00 | La storia dalle reti. Lo studio del relitto di età napoleonica Mercurio

Carlo Beltrame (Università Ca’ Foscari Venezia)

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Ore 18.00 | “Pescare” il passato

Conversazione sul tema “Azioni e buone pratiche per il recupero e la salvaguardia dei beni archeologici sommersi”.

Intervengono:

Lorenzo Pella (Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale) – Illustrazione dei compiti e delle funzioni del Nucleo Carabinieri TPC
Paola Ventura (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia)
Rita Auriemma (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale)
Carlo Beltrame (Università Ca’ Foscari Venezia)
Giovanni Dean (FLAG GAC FVG)

Venerdì 27 aprile, ore 17 Marano Lagunare, Vecchia Pescheria (clicca per la mappa) INGRESSO LIBERO

Iniziativa collaterale alla mostra:
Il senso della scoperta. Testimonianze archeologiche dal mare e dalla terra nella Laguna di Marano
(Museo Archeologico della Laguna di Marano, 22.12.2017 – 01.05.2018)

 

Evento organizzato in collaborazione con il FLAG GAC del Friuli Venezia Giulia e con Alessandra Milocco

 


 

Il senso della scoperta – secondo appuntamento | Alle origini del Museo di Marano. Le scoperte archeologiche del gruppo Archeosub [sabato 7 aprile]

Il senso della scoperta – secondo appuntamento | Alle origini del Museo di Marano. Le scoperte archeologiche del gruppo Archeosub [sabato 7 aprile]

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All’improvviso ci apparve quella che sembrava un’antica stanza in mezzo alla laguna…

Ascolteremo da Maria Teresa Corso, che le visse da protagonista, il racconto delle prime pionieristiche esplorazioni fatte dai sub maranesi nella laguna di Marano, nello spazio di mare antistante ad essa e nel fiume Stella, l’Anaxum citato da Plinio.
Queste scoperte portarono all’individuazione di importanti giacimenti archeologici sommersi, molti dei quali sono ora valorizzati nel Museo della Laguna di Marano

 

Secondo appuntamento: Sabato 7 aprile, ore 17.00 

Alle origini del Museo di Marano.

Le scoperte archeologiche del gruppo Archeosub

Maria Teresa Corso (Archeosub Marano Lagunare)

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Museo Archeologico della Laguna di Marano – INGRESSO LIBERO
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informazioni:
(+39) 345 249 05 10
info@lacustimavi.it

 

 

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Lucio Barbio Montano e l’aretta votiva all’Isonzo

Lucio Barbio Montano e l’aretta votiva all’Isonzo

meno nuove

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Aesontio
sacr(um)
L(ucius) Barbius Montan(us)
p(rimus) p(ilus)
v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito)

Sacro all’isonzo, Lucio Barbio Montano, primo centurione, ha sciolto un voto di buon grado a giusto titolo

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Isonzo; Soča; pons Sontii; Mainizza
l’aretta votiva, conservata presso il Museo Archeologico di Aquileia

 

L’antico nome dell’Isonzo (Aesontius) è documentato da questa epigrafe, studiata dall’archeologo Giovanni Battista Brusin e rinvenuta nel 1922 in località Mainizza, sulla riva dell’Isonzo, in prossimità del grande ponte romano che in quel punto lo attraversava.
L’altra epigrafe che ne riporta il nome è stata rinvenuta nel 1989, presso San Pier d’isonzo.

Il Brusin, aquileiese, negli anni ’20 fu direttore del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e iniziò gli scavi al foro e al porto dell’antica metropoli romana.

> il pons Sontii

> il grande ponte romano sull’Isonzo: una galleria d’immagini

 

Sanudo; Monfalcone; associazione culturale Lacus Timavi; Friuli Venezia Giulia