presentazione del libro ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo’ al Festival Geografie

presentazione del libro ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo’ al Festival Geografie

nuove SottoMonfalcone

Il progetto ‘SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo‘ sta giungendo alle battute conclusive.

L’associazione culturale Lacus Timavi ha il piacere di invitarvi alla presentazione del libro “SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo”, a cura di Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e con le foto dei fotoamatori dell’associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, che avrà luogo il giorno 23 settembre alle ore 19.00 a Monfalcone presso la Sala Consiliare (ingresso dalle ore 18.30).
L’evento si terrà nell’ambito del Festival letterario Geografie, organizzato dal Comune di Monfalcone, il cui programma completo è consultabile alla pagina web dedicata https://geografiemonfalcone.it/. L’accesso alla sala è a numero limitato.

SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo


 

la nostra associazione presenta il nuovo sito del civico Museo Archeologico della Laguna di Marano

la nostra associazione presenta il nuovo sito del civico Museo Archeologico della Laguna di Marano

nuove

https://www.museolaguna.it/

Siamo felici di presentarvi il nuovo sito del MuLa | Museo Archeologico della Laguna di Marano, da noi realizzato a seguito dell’intesa sottoscritta con il Comune di Marano Lagunare con la finalità di valorizzare il patrimonio archeologico e storico relativo all’area lagunare più occidentale del Friuli Venezia Giulia.
Il Museo Archeologico della Laguna di Marano è un piccolo scrigno di testimonianze archeologiche che, nel corso del tempo, si è via via organizzato sempre meglio per farle conoscere ad un’amplia platea di pubblico.
L’associazione culturale Lacus Timavi ha iniziato la sua collaborazione col Museo nel 2018, con il ciclo d’incontri denominato ‘Il Senso della Scoperta‘, volto a far conoscere quanto il mare abbia restituito e continui ancora a custodire, tratteggiando una panoramica completa ed avvincente sull’archeologia locale.
Oggi, questa collaborazione si arricchisce di un nuovo strumento, grazie al quale il racconto sarà approfondito e si veicoleranno ulteriori, nuove iniziative atte a far conoscere il territorio di Marano Lagunare, le sue ricchezze paesaggistiche e la sua storia.

Buona..navigazione!

Il progetto è realizzato con la supervisione di Paola Maggi, conservatrice del Museo Archeologico della Laguna di Marano e con la collaborazione del Club per l’UNESCO di Udine.

Qui sotto sono riportati gli orari in vigore sino al 13 settembre 2020.
LUNEDÌ | chiuso       MARTEDÌ | 09.00 – 12.30      MERCOLEDÌ | 15.00 – 19.00      GIOVEDÌ | chiuso
VENERDÌ | 09.00 – 12.30       SABATO | 15.00 – 18.30 e 20.00 – 22.00       DOMENICA E FESTIVI | 15 – 18.30

Le visite guidate gratuite sono previste ogni ultima domenica del mese, solo su prenotazione al numero (+39) 348 784 97 38.
Visite fuori orario sono possibili per gruppi o scolaresche previa richiesta da inoltrare via e-mail almeno una settimana prima della data prescelta, all’indirizzo museolaguna@comune.maranolagunare.ud.it

Museo Archeologico della Laguna di Marano; Andrea Fasolo; Paola Maggi


 

l’acqua di San Giovanni: mito, leggenda e tradizione

l’acqua di San Giovanni: mito, leggenda e tradizione

meno nuove

La notte di San Giovanni Battista cade tra il 23 e il 24 giugno, al dischiudersi della stagione più calda dell’anno, quando il sole è al suo apice e dà forza e vigore alla natura e a tutte le creature.  È considerata una notte carica di magia e tramandata da centinaia di anni con riti e usanze popolari dove culti e incantesimi si mescolano sotto la luce delle stelle.
Antiche credenze narrano che in questa notte ‘cadde la rugiada degli Dei’, raccontando che il solstizio d’estate fosse la porta attraverso la quale gli Dei facessero passare i nuovi nati sotto forma di rugiada.
I Romani dei primi secoli raccoglievano l’acqua formata dalle gocce di rugiada come liquido miracoloso donato dagli Dei portatori di fortuna, prosperità, benessere e salute.
Altre credenze narrano che le streghe si riunissero sotto un albero di noce e con  i frutti ancora acerbi e pieni di rugiada preparassero un liquore miracoloso. In età precristiana il breve periodo del solstizio che coincide con la nascita di San Giovanni Battista, era considerato sacro e donava particolare forza e potere a tutte le erbe sulla terra bagnate dalla rugiada.
Di tutte queste credenze a noi abbiamo conservato l’usanza di preparare per il 24 giugno l’Acqua di San Giovanni, il cui rituale segue delle precise indicazioni. Durante la vigilia, ossia il 23 giugno, bisogna raccogliere erbe e fiori tipici di questa stagione, possibilmente in luoghi incontaminati .
Si raccolgono ginestre, papaveri, fiordalisi, petali di rosa, caprifogli, menta, iperico, salvia, ruta, malva, lavanda,camomilla, timo, origano, basilico, melissa, artemisia, finocchio e avena.
Al tramonto, tutte le erbe raccolte si immergono in una ciotola colma d’acqua pura che si pone ai raggi lunari.
La luce della Luna e la rugiada mattutina estraggono dai fiori i principi benefici di cui l’acqua si carica.
Con questa, al mattino ci si può bagnare, lavare il viso e il corpo, offrirla a parenti e amici.
La tradizione vuole che quest’acqua profumata preservi dalle malattie, purifichi la pelle, favorisca la ricrescita dei capelli e la fertilità. L’acqua ottenuta si può conservare in una bottiglietta e utilizzare durante l’anno oltre che per la sua magia anche per profumare l’ambiente.
Un’altra usanza antica tipica della notte di San Giovanni sono i falò.
Già i Fenici la celebravano accendendo fuochi purificatori dedicati al dio Moloch e ancora oggi è considerata la notte dei mille fuochi  in varie regioni d’Italia ma anche in Europa.
Carica di magia e presagi questa è la notte che decide i destini dell’intero anno solare, pratiche divinatorie, lavacri di purificazione, falò rituali, raccolta notturna di rugiada ed erbe.
Tra le tante ipotesi formulate sulla notte di San Giovanni è da ricordare quella in cui si afferma che il Cristianesimo integrò alla propria liturgia le due feste pagane del 24 giugno e del 25 dicembre, corrispondenti al solstizio estivo e invernale e che, in epoca romana, con la denominazione di Fors-fortuna e Sol invictus erano state parte integrante della religione del Sole.
Tantissimi i consigli e le prescrizioni legate a questa notte: esporsi alla rugiada curerebbe dal male mentre sarebbe opportuno il non catturare le lucciole, in quanto simbolo delle anime che cercano refrigerio. Raccogliere l’aglio, inoltre, potrebbe aumentare i guadagni durante l’anno, favorendo prosperità e benessere.
Come tradizioni culinarie a San Giovanni si mangiano le lumache, considerate di buon auspicio in quanto le ‘corna’ di queste allontanano le avversità.
In questa giornata si prepara anche il nocino, ottenuto dall’infusione di noci non ancora mature nell’alcol, con l’aggiunta di cannella e chiodi di garofano e lasciato macerare per due mesi.
Filtrato e conservato in bottiglie di vetro, avrebbe la proprietà di donare forza nei momenti di bisogno.

a cura di Mariaelena Sandri

nelle foto di Lucio Nanut e Flavio Snidero, la chiesa di San Giovanni in Tuba, presso le risorgive del fiume Timavo


 

la spada di Monfalcone e il Flos Duellatorum

la spada di Monfalcone e il Flos Duellatorum

meno nuove SottoMonfalcone

Per incrosar cum ti a punta de spada,
De l’altra parte la punta in lo petto t’ò fermada.

L’immagine sopra riportata illustra tecniche di combattimento con la spada brandita a due mani (dal manoscritto Flos duellatorum di Fiore de’Liberi, 1409 – J.P. Getty Museum di Los Angeles)

Non pubblichiamo le foto della spada restaurata in quanto invitiamo il lettore a vederla di persona presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone, ove è esposta in una teca per la prima volta dopo l’accurato restauro curato da Daniele Pasini presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. Potrà essere ammirata sino a domenica 28 giugno 2020, in seno alla mostra fotografica ‘Una Storia per Immagini’, facente parte del progetto SottoMonfalcone, curato dalla nostra associazione.
Per informazioni sugli orari clicca QUI


Nell’anno 2014 son iniziati a Monfalcone i lavori di ristrutturazione del Municipio e si son protratti per qualche tempo: le indagini archeologiche hanno così potuto intercettare parte del mondo medievale occultato dal passaggio dei secoli.
Un mondo che ha saputo restituire una serie di significative testimonianze sulle diverse fasi di frequentazione dell’area, coprendo un periodo di tempo compreso tra il dodicesimo e il diciannovesimo secolo.
Durante l’indagine dei livelli cronologicamente riferibili alla metà del XIV secolo è stata intercettata l’officina di un fabbro, per via del ritrovamento di numerosi rottami ferrosi probabilmente destinati alla rifusione, come chiavi, lame, chiodi…ma non solo…
L’emozione dev’essere stata grandissima nel momento del ritrovamento di una spada d’un metro e venti di lunghezza, in uno stato di conservazione tale da permetterne un recupero conservativo che l’ha recentemente restituita al pubblico in tutto il suo splendore, nonostante si trovasse in quell’antica bottega in quanto ormai giunta al termine del suo ciclo di utilizzo. Si tratta di un esemplare diffuso nell’Europa del XIV secolo, di tipologia ‘a una mano e mezza’, cioè un ibrido tra un esemplare a una mano, utilizzato dalla cavalleria, e quello in dotazione ai soldati a piedi, brandeggiabile a due mani.

la spada medievale di Monfalcone

Nello specifico tecnico, se la guardia era la sezione compresa tra l’impugnatura e  lama e ricopriva funzione di protezione per le mani, mentre il pomolo costituiva la parte terminale dell’arma, rivestendo anche questi una funzione potenzialmente offensiva, l’impugnatura o elsa nella spada a una mano e mezza doveva assicurare lo spazio per tenere ambo le mani.
Un’arma decisamente dotata dunque di versatilità e di grande potenziale offensivo.
E che presenta un certo nesso filologico con la nostra  Regione.
Risale difatti approssimativamente al 1410 la pubblicazione del Flos Duellatorum (Fior di Battaglia), un vero e proprio trattato di scrima (scherma storica) scritto dal maestro Fiore de’Liberi da Premariacco e contenente la descrizione di tutte le tecniche di combattimento di quel periodo.
Una descrizione istoriata da numerose illustrazioni, dove l’importanza riservata al combattimento con la spada a una mano e mezza è del tutto rilevante.
Fiore dei Liberi nacque  probabilmente a Civitatis Austriae (Cividale), nel 1350.
Figlio di Benedetto dalla nobile casata dei Liberi di Premariacco, probabilmente appartenne a quella classe nobiliare cavalleresca liberata da vincoli di servitù, ma non di devozione, alla signoria di più alto rango.
Si suppone che il Flos sia stato scritto a Ferrara, ove il magister prestava opera come precettore di scherma presso la corte di Niccolò III d’Este.
Il trattato ci è pervenuto in tre esemplari, due dei quali sono conservati al Morgan Library & Museum di New York e Getty Museum di Los Angeles e sono la versione in prosa del manoscritto, mentre quello custodito presso la collezione voluta dall’esponente della Scapigliatura Carlo Alberto Pisani Dossi e redatto in  versi, rappresenta l’unica versione poetica, anche se giunta ai giorni nostri come copia dell’originale.spada di Monfalcone
La particolarità di questa stupefacente opera consiste nel fatto che le immagini rappresentate e che illustrano i vari momenti dell’ingaggio e del combattimento, sono correlate da descrizioni che  le rendono ‘vive’, facilitando l’apprendimento della base tecnica raffigurata.
Inoltre, è certo che la committenza dell’opera si sia servita, a supporto dei precetti del maestro, di un abile artista che ha saputo restituire delle illustrazioni di grande qualità plastica ed eleganza.
Il Flos Duellatorum, essendo un trattato sulle tipologie di combattimento dell’epoca e non solo su quanto relativo all’utilizzo della spada, vede rappresentate anche quelle a mani nude, con daga, con lancia, a cavallo eccetera e si pone ancor oggi come una pietra miliare a livello mondiale sia per l’apprendimento delle tecniche anche morali a fondamento della nobile arte della scherma, sia per l’approfondimento di un affascinate passato che, come nel caso della spada di Monfalcone, disvelandosi a poco a poco  fa ancora stupire di sé.



Aqui finisse el fior de l’arte de lo armiçar,
Per che modo uno homo l’altro pò contrastar,
Facto per Fior furlano de meser Benedecto;
Chi l’à chognosudo ben pò creder suo decto

 

 

 


 

Prima Assoluta | si espongono al MuCa la spada medievale di Monfalcone e le foto dell’imbarcazione romana del Lisert

Prima Assoluta | si espongono al MuCa la spada medievale di Monfalcone e le foto dell’imbarcazione romana del Lisert

nuove SottoMonfalcone
Sabato 30 maggio, alle ore 11, si inaugura presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone la mostra fotografica ‘Una Storia per Immagini’, arricchita dalla sezione ‘Storie nella Storia’, dedicata alla spada medievale di Monfalcone e all’imbarcazione romana rinvenuta nei primi anni ’70 durante uno scavo condotto a breve distanza dalle Terme Romane.

Dopo un lungo periodo di interruzione imposto dai noti accadimenti pandemici, la mostra fotografica itinerante ‘Una Storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo e Isonzo‘, curata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca, è finalmente visitabile presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone, da venerdì 22 maggio a domenica 28 giugno 2020. L’inaugurazione è prevista per sabato 30 maggio, alle ore 11.00.

È inoltre predisposta un’ulteriore sezione espositiva , curata dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e realizzata grazie alla proficua collaborazione tra il Comune di Monfalcone e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ove il pubblico potrà per la prima volta ammirare dal vivo la spada quattrocentesca rinvenuta nel corso degli scavi archeologici condotti nell’area sotto il Municipio della città.
Il reperto è stato recentemente valorizzato da un attento e laborioso restauro condotto presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia da Daniele Pasini, a seguito di un accordo fra la stessa Soprintendenza e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.
Questi due enti hanno inoltre reso possibile l’esposizione -anche in tal caso in prima assoluta a Monfalcone- di una pannellatura dedicata alla straordinaria scoperta della ‘nave del Lisert‘, attualmente conservata al Museo di Aquileia ma non accessibile al pubblico.
Del relitto si potranno ammirare le splendide fotografie appositamente realizzate da Flavio Snidero che, assieme a immagini d’archivio, consentono di conoscere il contesto di rinvenimento e di apprezzare i particolari della tecnica costruttiva dell’imbarcazione.

La mostra è organizzata nell’ambito del progetto SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo, promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfalcone e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Promozione delle Attività culturali – iniziative progettuali 2019 per manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica).


#ripartiamosicuri: informazioni per l’accesso dei visitatori
MuCa-Museo della Cantieristica Via del Mercato, 3 Panzano -34074 Monfalcone
VEN 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
SAB 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
DOM 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
LUN 10.00-19.00
L’accesso sarà contingentato e regolato all’ingresso dal personale del museo che accompagnerà i visitatori per tutto il percorso di visita.
Gli accessi saranno consentiti ogni ora alle 10.00 – 11.00 – 12.00 – 13.00 – 14.00 – 15.00 – 16.00 – 17.00 e con l’orario estivo anche alle 18.00 per un massimo di 6 persone a cadenza oraria.
Per prenotazioni info@mucamonfalcone.it o 0481494901
All’interno del museo sarà consentita la presenza di un massimo di 12 visitatori scaglionati nelle fasce orarie previste.
Ricordiamo che anche al museo, così come in tutti i locali pubblici è obbligatorio l’utilizzo della mascherina.


invito alla visita

 foto archivio Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e Flavio Snidero
si ringrazia Elia Snidero per la collaborazione




 

nuovi tratti dell’acquedotto romano della Val Rosandra

nuovi tratti dell’acquedotto romano della Val Rosandra

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La valle del torrente Rosandra si trova a breve distanza da Trieste ed è frequentata sin dal neolitico, per via della presenza di molte cavità naturali a sviluppo orizzontale.
È attraversata da un acquedotto romano risalente al I secolo dopo Cristo e visibile ancor oggi in alcuni tratti, costruito per canalizzare le acque del torrente dalla fonte, fino all’abitato di Tergeste, con un percorso di circa diciassette chilometri.
Utilizzato a fasi alterne, ancora in pieno ‘700 s’ipotizzò di ripristinarne la funzionalità, tanto era ben conservato.
Recentemente sono state condotte alcune indagini archeologiche, dirette dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, che hanno messo in luce un nuovo tratto di circa cento metri di lunghezza, di cui riproponiamo qualche immagine.


 

Mitra, nelle ‘Memorie di Adriano’

Mitra, nelle ‘Memorie di Adriano’

meno nuove

<<Vissi laggiù tutta un’epoca di straordinaria esaltazione dovuta, in parte, all’influenza di un gruppo di luogotenenti che avevo intorno. Provenienti dalle remote guarnigioni d’Asia, erano venuti a conoscenza di strane divinità tra le quali il culto di Mitra, allora poco conosciuto, che mi attirò per qualche tempo con le esigenze di quell’arduo ascetismo che tendeva duramente l’arco della volontà con l’ossessione della morte, del ferro e del sangue che elevava a livello di spiegazione del mondo i banali disagi della nostra esistenza di soldati.
Nulla poteva contrastarmi di più con le opinioni che cominciavo a formarmi sulla guerra.
Ma quei riti barbari che creano tra gli affiliati legami di vita e di morte, lusingavano le fantasticherie più recondite di un giovane impaziente del presente, incerto dell’avvenire e proprio per questo, accessibile agli Dei.
Fui iniziato in una torre di legno e di canne in riva al Danubio, fu mio padrino Marcio Turbo, un compagno d’armi. Ricordo che il peso del toro agonizzante fu lì lì per far crollare il pavimento a graticci sotto cui stavo per ricevere l’aspersione del sangue.
In seguito, ho riflettuto sui pericoli che possono rappresentare per lo Stato, sotto un principe debole, siffatte società segrete e ho finito per infierire contro di esse.
Ma confesso che quando si è in presenza del nemico, esse conferiscono agli adepti una forza quasi sovrumana. Ciascuno di noi era convinto di sfuggire ai limiti della propria umana condizione; si sentiva sé stesso e l’avversario simultaneamente, simile al dio di cui non sa più se muore nelle spoglie di bestia o se uccide sotto forma umana.
Quei sogni bizzarri che a volte oggi mi sgomentano, non differivano poi profondamente dalle teorie di Eraclito sull’identità dell’arco e del bersaglio.
Allora mi aiutavano a tollerare la vita, la vittoria e la sconfitta si mescolavano, si confondevano, erano raggi diversi di una stessa luce solare.
Quei fanti daci che calpestavo sotto gli zoccoli del cavallo, quei cavalieri sarmati abbattuti in seguito nei corpo a corpo, dove i nostri cavalli impennati si mordevano il petto, m’era tanto facile colpirli in quanto mi identificavo con loro. Se fosse rimasto abbandonato sul campo di battaglia, il mio corpo spoglio dalle vesti non sarebbe stato tanto diverso dal loro. Identico sarebbe stato l’urto dell’ultimo colpo di spada.
Ti confesso quei pensieri singolari, tra i più segreti della mia vita, e un’ebbrezza strana, che non ho mai più ritrovata esattamente sotto quella forma.>>

___

Passo tratto dal libro ‘Memorie di Adriano’ di Marguerite Yourcenar, scritto sotto forma di una lunga epistola indirizzata dall’anziano imperatore Adriano, ormai al termine dei suoi giorni, al diciassettenne Marco Aurelio, che poco dopo diverrà suo successore per adozione.
Sotto Traiano, predecessore di Adriano,  l’Impero romano raggiunse la sua massima espansione, grazie alle vittoriose campagne militari in Dacia, Armenia, Assiria, Mesopotamia e Arabia.
Nelle foto, il Mitreo di Duino.

Mitra, Mitreo, Mithra; Mitreo di Duino; Adriano; Maria Elena Sandri


a cura di Maria Elena Sandri; foto di Flavio Snidero

Open day – San Canzian (Antiquarium e San Proto) |  sabato 15 febbraio

Open day – San Canzian (Antiquarium e San Proto) | sabato 15 febbraio

SottoMonfalcone

Sabato 15 febbraio, a San Canzian d’Isonzo, saranno aperti in via straordinaria due importanti scrigni di storia locale: l’Antiquarium presso la Chiesa Parrocchiale e la chiesetta di San Proto.
L’evento fa parte delle iniziative proposte dal progetto SottoMonfalcone ed è organizzato in collaborazione con il Comune di San Canzian d’Isonzo, con i volontari della Società Friulana di Archeologia – Sezione Isontina e la Parrocchia Ss. Martiri Canziani.
Le visite ai due siti, completamente grauite, sono condotte
> all’Antiquarium, dai volontari della Società Friulana di Archeologia e dalla storica Monica Chiabà, che illustrerà le antiche lapidi iscritte
> alla chiesetta di San Proto, dall’archeologa Paola Maggi, del comitato scientifico di progetto

Il ritrovo è fissato presso la Chiesa Parrocchiale e presso la Chiesetta di San Proto con inizio alle ore 10.00, 11.00, 12.00.
Info e prenotazioni (obbligatorie nel caso di gruppi): sottomonfalcone@lacustimavi.

[foto: Romano Semitz]


l’articolo su ‘Il Piccolo’ [11-02-2020]

Open day – Monfalcone | sabato 8 febbraio

Open day – Monfalcone | sabato 8 febbraio

SottoMonfalcone

Sabato 8 febbraio 2020 l’Associazione culturale Lacus Timavi, nell’ambito delle iniziative previste dal progetto ‘SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo’, organizza un Open day alla scoperta di luoghi storici, noti e meno noti, della città di Monfalcone.

A partire dalle ore 9.00 e con partenze ogni ora (10.00 e 11.00), con ritrovo presso il Municipio di Monfalcone, si potranno effettuare due passeggiate organizzate in collaborazione con il Comune di Monfalcone, con l’Istituto Statale di Istruzione Superiore ‘Sandro Pertini’ e con l’Associazione ‘Galleria Rifugio’ di Monfalcone.

>>La prima è una passeggiata alla scoperta della Monfalcone medievale, che si terrà a cura degli alunni della 3BET indirizzo Turistico dell’I.S.I.S. Sandro Pertini di Monfalcone e comprenderà l’illustrazione dei resti archeologici sotto il Municipio e la visita alla collezione archeologica conservata nel Palazzetto Veneto. La visita sarà supportata dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci, coordinatrici del progetto.

>>Il secondo itinerario di visita prevede una passeggiata storica nei luoghi delle due Guerre a Monfalcone, che verrà condotta dal ricercatore Pietro Commisso dell’Associazione ‘Galleria Rifugio’ di Monfalcone.

All’Open-day forniscono preziosa collaborazione la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio FVG, il comune di Monfalcone e l’I.S.I.S. ‘Sandro Pertini’ di Monfalcone.

L’iniziativa è gratuita. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie nel caso di gruppi) scrivere a: sottomonfalcone@lacustimavi.it.

 

invito

Una Storia per Immagini | ad Aurisina la seconda tappa della mostra fotografica itinerante

Una Storia per Immagini | ad Aurisina la seconda tappa della mostra fotografica itinerante

SottoMonfalcone

La mostra fotografica itinerante ‘Una Storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo e Isonzo’ fa tappa ad Aurisina, presso la Casa della Pietra ‘Igo Gruden’, dal 1 al 19 febbraio 2020.
La mostra, realizzata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, fa parte dei prodotti e delle iniziative previste dal progetto SottoMonfalcone, ideato dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e predisposto dall’associazione culturale Lacus Timavi.
La mostra di Aurisina, con oltre 50 foto artistiche che ritraggono le bellezze storiche e paesaggistiche del territorio tra falesie di Duino e Isonzo, è a ingresso libero e sarà inaugurata sabato 1 febbraio, alle ore 11, presso la citata Casa della Pietra di Aurisina.
Si ringraziano il Comune di Duino Aurisina per il patrocinio all’iniziativa, il Lions Club di Duino Aurisina e l’Università della Terza Età ‘Danilo Dobrina’ – Trieste.


 

POMERIGGIO AL MUSEO | visita guidata gratuita al Museo Archeologico della Laguna di Marano

POMERIGGIO AL MUSEO | visita guidata gratuita al Museo Archeologico della Laguna di Marano

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Domenica 28 gennaio 2018 l’associazione cultrurale Lacus Timavi propone una visita guidata AD INGRESSO GRATUITO al Museo Archeologico della Laguna di Marano, condotta dalla dott.ssa Paola Maggi, sua curatrice. La visita, della durata di un’ora circa,  inizierà alle ore 15 e, date le dimensioni del Museo, sarà possibile accogliere un massimo di 40 persone.
Il Museo, ospitato nel palazzo Centro Civico, ubicato nel centro storico di Marano, custodisce oltre 500 manufatti rinvenuti in varie località delle lagune di Marano e Grado e nella fascia costiera retrostante.
I reperti esposti, risalenti ad epoche che vanno dall’età neolitica al Rinascimento, accompagnati da mappe, ricostruzioni di oggetti fedeli agli originali e da filmati, permettono di ripercorrere le tappe più significative della vita insediativa della laguna e di confrontare le varie trasformazioni paesaggistiche subite dal territorio circostante nel corso dei secoli.
All’interno del Museo è attualmente ospitata anche la mostra ‘Il senso della scoperta’, che vuole ricordare i primi 10 anni del Museo stesso e che ospita alcuni oggetti recentemente consegnati alla Soprintendenza, per il tramite del Museo, da parte di privati: si tratta di asce in bronzo, anfore, vasi da mensa e cucina e palle di cannone, andando così a coprire un arco temporale che va dall’età del bronzo fino agli inizi dell’ ‘800.
Si consiglia anche, condizioni meteo permettendo, di visitare la Riserva Naturale della Valle Canal Novo, situata accanto al centro storico.
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informazioni:
(+39) 345 249 05 10
info@lacustimavi.it
Museo Archeologico della Laguna di Marano
iniziativa patrocinata da:Club per l'UNESCO di Udine