Percorso di pietra #9 | La distruzione e la ricostruzione del ponte di Farra

Percorso di pietra #9 | La distruzione e la ricostruzione del ponte di Farra

meno nuove percorsi di pietra

Dicevamo dunque che il grande ponte di Farra è ricordato da uno storico del III secolo, Erodiano, che lo menziona raccontando l’episodio che si riferisce alla distruzione della struttura.
Nel 238, infatti, Massimino il Trace, che nel 235 era stato acclamato imperatore dalle legioni renane di cui era il comandante, intenzionato di recarsi a Roma per “fare i conti” col Senato che gli si era sollevato contro e che lo aveva proclamato nemico pubblico, lasciò in primavera la sede di Sirmium in Pannonia (oggi Serbia) e si diresse verso Aquileia.

Sirmium (mediaportal.vojvodina.gov.rs)
denario recante l’effigie di Maximinus ‘il Trace’

Dopo aver superato le Alpi Giulie e in procinto di attraversare l’Isonzo, trovò però il ponte distrutto dagli aquileiesi che cercavano di fermarlo. La tradizione vuole che le truppe di Massimino oltrepassarono ugualmente il fiume grazie ad un improvvisato ponte di botti.
L’imperatore arrivò quindi ad Aquileia e la mise sotto assedio senza esito, ma la sua corsa verso Roma si fermò qui, visto che venne assassinato dai suoi stessi soldati….

Come abbiamo già avuto modo di raccontare nelle precedenti “pillole”, il ponte di Farra venne molto probabilmente ricostruito poco dopo, come suggerisce il reimpiego del materiale lapideo funerario di epoca precedente e come ci conferma il dato storico dell’esistenza del ponte alla fine del IV secolo, all’epoca della battaglia di Teodosio I contro l’usurpatore Eugenio (battaglia del fiume Frigido, l’attuale Vipacco, nel 394) e poi ancora nel 489, alla fine del V secolo, quando Teoderico re degli Ostrogoti ottenne da Zenone, imperatore d’Oriente, l’incarico di sottrarre l’Italia ad Odoacre.
Teoderico e le sue truppe superarono le Alpi Giulie e sconfissero Odoacre probabilmente proprio nei pressi del ponte di Farra.

monete romane con l'effigie di Teodosio I e Flavio Eugenio
monete romane con l’effigie di Teodosio I e Flavio Eugenio

Ma che successe in seguito?
Secondo gli studiosi il ponte era ancora in uso nel pieno Medioevo e solo allora, a quanto pare, venne demolito.
I resti del ponte erano ancora tuttavia visibili alla metà del XVII secolo: allora, infatti, vengono menzionati da un erudito udinese, Enrico Palladio degli Ulivi.
Sul lungo periodo tra il Medioevo e il 1600 le fonti purtroppo tacciono.

I ritrovamenti occasionali e le ricerche compiute in quest’area a partire dagli inizi del ‘900 e che proseguono tuttora hanno aggiunto via via altre tessere a questo mosaico di conoscenze sul ponte romano di Farra.
La nostra mostra “Percorsi di pietra” ha avuto proprio questo scopo: far riemergere dal passato, come da un vecchio album di fotografie, l’immagine di questo eccezionale manufatto, con il suo corredo di vicende grandi e piccole, e inserire queste nel corso della Storia più antica del territorio, così avvincente e ancora così vicina a noi.



i #percorsi

Percorso di pietra #2 | Costruire una strada in età romana
Percorso di pietra #3 | La strada Aquileia-Emona
Percorso di pietra #4 | In viaggio!
Percorso di pietra #5 | Fermarsi a riposare lungo la strada: mansiones e mutationes
Percorso di pietra #6 | I ponti romani
Percorso di pietra #7 | La costruzione di un ponte in età romana
Percorso di pietra #8 | Il ponte sull’Aesontius
Percorso di pietra #9 | La distruzione e la ricostruzione del ponte di Farra

 

 

cenni a storia e tradizione della vitivinicoltura nella D.O.C. “Isonzo”

cenni a storia e tradizione della vitivinicoltura nella D.O.C. “Isonzo”

vino

Quale tradizione vitivinicola nella pianura goriziana, ossia nella zona a denominazione di origine controllata dell’Isonzo?

Antichissima senza dubbio: è risaputo, infatti, che la coltura della vite ebbe diffusione nella nostra regione ad opera dei coloni romani che, dopo la fondazione di Aquileia (181 a.C.) s’insediarono nella pianura retrostante e quindi nel rimanente territorio dell’attuale Friuli.
Ma sembra che già i primi abitanti di queste contrade -e qui entriamo nella leggenda: parliamo degli Eneti, popolo dedito principalmente all’agricoltura- avessero importato la vite dalla Grecia arricchendo così la loro agricoltura di questa importantissima pianta.
Il commercio dei prodotti della terra, infatti, doveva essere già a quel tempo molto frequente, se molti storici attribuiscono l’origine del nome Isonzo, dato al fiume principale, dal nome celtico “Esus“, considerato il protettore del commercio fluviale.
Tra gli scrittori più antichi testimoni della presenza e della rinomanza del vino della pianura goriziana possiamo citare Plinio il Vecchio che nella sua “Storia Naturale” XIV/6 nomina il Nobile Vino Pucinum. Lo storico Giuseppe Berini nella sua “Indagine sullo stato del Timavo e delle sue adiacenze al principio dell’Era Cristiana” stampata nel 1826 dice che nel 990 di Roma (237 d.C.) per ritardare l’avanzata del tiranno Massimino, gli Aquileiesi demolirono il ponte sull’Isonzo e Massimino lo sostituì con, “Vuoti arnasi di vino legati assieme e coperti di terriccio e fascine” raccolti nella pianura circostante.
Un altro storico Basilio Asquini nel suo “Ragguaglio geografico del territorio di Monfalcone nel Friuli” (Udine 1741) descrive il fiorire della vite:

“… ma in niuna cosa spicca maggiormente la meravigliosa attività di questo terreno, che nella produzione delle piante, le quali ben nutrite e perciò ricche, grosse e si incontrano quasi in ogni luogo: Singolarmente le Viti, delle quali ne di più Folte ne di più Feconde crediamo che in Tutto il Suo Impero possa Bacco vantare… Conservarsi inoltre agevolmente da un anno all’altro Senza Riportare dalla Stagione Calda ALCUN NOCUMENTO: qualvolta però serbati sieno in Fresche e Ben Custodite Cantine.
Ne’ tacere dobbiamo un Gran Privilegio, che mercè detti vini si godono quei abitanti, cioè di non essere mai soggetti alli calcoli…'”

Esistono documenti che parlano di vitigni tuttora coltivati, nel secolo 17° quando l’imperatore Leopoldo I donò il feudo di Cormòns alla famiglia Locatelli e precisamente la Tenuta di Angoris, già si nominano la Ribolla, il Refosco e il Verduzzo, questi ultimi due, attualmente, a Denominazione di Origine Controllata “Isonzo”.

a cura dell’agronomo, enologo e giornalista Claudio Fabbro

 


 

al via il progetto di valorizzazione dei reperti archeologici di Farra d’Isonzo

al via il progetto di valorizzazione dei reperti archeologici di Farra d’Isonzo

Farra d'Isonzo percorsi di pietra

S’inaugura a Borgo Colmello di Farra d’Isonzo l’articolato iter che, in stretta collaborazione con la locale Amministrazione Comunale, intende portare alla definizione del primo nucleo di un museo archeologico dedicato alla collezione di reperti riferibili al complesso del ponte romano sull’Isonzo in località Mainizza, alla stazione itineraria e alla prossima necropoli.
Nel corso dei mesi a venire, le varie fasi di ricerca, indagine e recupero dei beni da musealizzare saranno illustrate parallelamente alla storia dei luoghi, delle vicissitudini e dei personaggi noti e meno noti che, nel corso del tempo, si son posti a vario titolo in relazione con questo territorio.


 

mostra “Regolazioni per li Pescattori” | Marano Lagunare

mostra “Regolazioni per li Pescattori” | Marano Lagunare

nuove

Da venerdì 12 agosto, presso il MuLa – Museo Archeologico della Laguna di Marano, sarà possibile visitare la mostra a ingresso libero “Regolazioni per li Pescattori – la pesca fra ‘400 e ‘700 nelle lagune di Marano e Grado, regole e privilegi”.
La mostra, voluta dal Comune di Marano Lagunare in collaborazione con il MuLa – Museo Archeologico della Laguna di Marano, la Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia e l’associazione culturale Lacus Timavi, affronta il  secolare problema -ancora non completamente risolto- dei confini lagunari tra Marano e Grado, illustrando regole e privilegi per i pescatori e commercianti (Statuto dei pescatori e lettere ducali del doge di Venezia). museo archeologico della laguna; Marano Lagunare
La curatrice, l’archivista storica Sabrina Valent, per allestirla ha selezionato una serie di documenti provenienti dall’archivio storico di Marano Lagunare.
Tra questi, la sentenza 14 ottobre 1452 del Consiglio dei Dieci di Venezia e la cosiddetta Terminazione Capello: un’ampia sentenza, tracciata su un’imponente pergamena, che prende il nome dal celebre magistrato veneziano che la emanò, insieme al Senato, il 29 ottobre 1604 e che riprende e integra la precedente.

A completare il quadro sono esposti alcuni capitoli estratti dal trattato 11 aprile 1753 tra Venezia e Austria inerenti ancora la divisione e l’uso delle medesime acque lagunari.
Si possono ammirare inoltre: il primo Statuto dei pescatori di Marano risalente al 1769 che regolava in modo sistematico la vita nella Comunità e l’attività della pesca, alcune lettere ducali (cinque/seicentesche) inerenti controversie tra gli abitanti e i soldati veneziani presenti sul territorio, privilegi ed esenzioni indirizzate a pescatori e commercianti e, infine, un interessante proclama a stampa, datato 1670, del doge di Venezia in materia di commercio del pesce, dazi e contrabbando.

L’associazione culturale Lacus Timavi contribuisce a questa interessante iniziativa sia in virtù della perdurante collaborazione con il MuLa, sia mettendo a disposizione uno storico espositore un tempo in uso al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

 


La mostra è visitabile dal 12 agosto al 15 settembre presso il MuLa di via Sinodo 28 -Marano Lagunare

Orari (INGRESSO LIBERO)
MARTEDÌ | 09.00 – 12.30
MERCOLEDÌ | 15.30 – 19.00 e 20.30 – 22.00
VENERDÌ | 09.00 – 12.30
SABATO | 15.30 – 19.00
DOMENICA E FESTIVI | 15.30 – 19.00

 

Marano Lagunare; associazione culturale Lacus Timavi; MuLa Museo della Laguna di Marano Lagunare

Un mare di risorse: sabato 14 agosto, serata conclusiva con una rassegna di canti tradizionali gradesi

Un mare di risorse: sabato 14 agosto, serata conclusiva con una rassegna di canti tradizionali gradesi

mostra Un mare di risorse nuove

[foto: Elena Clausero]

Per sabato 14 agosto è stata organizzata una serata conclusiva dedicata alla tradizione musicale gradese, a conclusione della mostra archeologica ed etnografica Un mare di risorse, che vedrà il 15 agosto ultima giornata di regolare apertura.

A partire dalle ore 21, nello spazio esterno antistante la Casa della Musica di piazza Biagio Marin 2, sede della mostra, si terrà una rassegna di canti tradizionali gradesi proposta dalla sezione maschile  della Società Corale-Orchestrale Santa Cecilia di Grado diretta dal maestro Annello Boemo e accompagnata dall’organista Ivan Bianchi , volta a celebrare uno degli aspetti più caratteristici della cultura locale e a ricordare la figura di Giuseppe Marchesan, conosciuto anche come Pino Sima, corista e apprezzato interprete di Biagio Marin, il cui ricordo sarà affidato alle parole dell’amico e maestro Giovanni Marcolini.

L’accesso al momento canoro è gratuito e la mostra sarà comunque visitabile nei consueti orari, dalle 19 alle 22:30, a tutti coloro i quali sono muniti di Green Pass, come da disposizioni governative.


L’evento si inserisce nel progetto #storytellersww1 – Terra senza vincitori curato dalla Pro Loco Fogliano Redipuglia che vuole continuare nell’obiettivo di portare il grande pubblico italiano e straniero a (ri)scoprire e analizzare criticamente i mutamenti storico, sociali, culturali e politici portati dalla Prima Guerra Mondiale partendo dall’esperienza delle persone.

11 agosto | visite guidate gratuite alla mostra ‘Un mare di risorse’

11 agosto | visite guidate gratuite alla mostra ‘Un mare di risorse’

mostra Un mare di risorse nuove

La mostra archeologica ed etnografica ‘Un mare di risorse. Lo sfruttamento dell’ambiente marino nell’Alto Adriatico tra archeologia ed etnografia‘ è visitabile con un approfondimento guidato a cura della dott.ssa Paola Maggi, archeologa e responsabile scientifica del progetto. Alla visita guidata parteciperanno, per illustrare la sezione archivistica e la parte sul casone, anche Sabrina Valent e Maria Teresa Corso.

Le visite guidate gratuite si terranno mercoledì 11 agosto, alle ore 19:30, 20:30 e 21:30, presso la Casa della Musica, di piazza Biagio Marin, 2, a Grado.

Per potervi partecipare, è necessario prenotarsi scrivendo a info@lacustimavi.it o contattando il numero 328 205 62 48 (anche Whatsapp).

Per poter accedere alla sede espositiva, come da recenti disposizioni governative, è necessario munirsi di Green Pass.


 

inaugurazione mostra fotografica “Con il mare negli occhi” a Santa Croce

inaugurazione mostra fotografica “Con il mare negli occhi” a Santa Croce

Con il mare negli occhi. nuove

Sabato 26 giugno 2021, alle ore 20.30, nella Casa della Cultura A. Sirk di Santa Croce, sarà inaugurata la mostra fotografica itinerante “Con il mare negli occhi. Immagini di vita, luoghi e saperi dell’Alto Adriatico”, che sarà qui ospitata fino al 18 luglio 2021.

La mostra, che nel periodo tra giugno e ottobre 2021 avrà come tappe Pirano, Aquileia e Udine, è curata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo ed è organizzata nell’ambito del progetto “Un mare di risorse. Lo sfruttamento dell’ambiente marino nell’Alto Adriatico tra archeologia ed etnografia”, promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfalcone in collaborazione con le archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci, e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Iniziative progettuali finalizzate alla promozione della cultura etnografica 2019) con il cofinanziamento del Comune di Grado.

Orario della mostra:
sabato e domenica 11.00-13.00 e 19.00-21.00

[foto: Elena Clausero]


laguna di Grado; pescherecci in laguna; barca da pesca


 

in municipio, una mostra fotografica permanente sui luoghi simbolo di Monfalcone

in municipio, una mostra fotografica permanente sui luoghi simbolo di Monfalcone

nuove rassegna stampa SottoMonfalcone
Prossimamente sarà inaugurata a Monfalcone una mostra fotografica che andrà a valorizzare in maniera permanete il pianterreno del municipio di Monfalcone, in piazza della Repubblica.
Negli scatti dei fotografi dell’associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, il territorio locale si racconta in sedici pose che descrivono al visitatore un arco temporale di circa venti secoli.
L’idea è nata in seguito alla mostra fotografica ‘Una Storia per immagini‘ allestita al Museo della Cantieristica la scorsa primavera nell’ambito del progetto ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo‘ dell’associazione Lacus Timavi.
Qui sotto, l’articolo del Piccolo dedicato all’iniziativa, a cura di Laura Blascih.
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presentazione del libro ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo’ al Festival Geografie

presentazione del libro ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo’ al Festival Geografie

nuove SottoMonfalcone

Il progetto ‘SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo‘ sta giungendo alle battute conclusive.

L’associazione culturale Lacus Timavi ha il piacere di invitarvi alla presentazione del libro “SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo”, a cura di Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e con le foto dei fotoamatori dell’associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, che avrà luogo il giorno 23 settembre alle ore 19.00 a Monfalcone presso la Sala Consiliare (ingresso dalle ore 18.30).
L’evento si terrà nell’ambito del Festival letterario Geografie, organizzato dal Comune di Monfalcone, il cui programma completo è consultabile alla pagina web dedicata https://geografiemonfalcone.it/. L’accesso alla sala è a numero limitato.

SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo


 

Prima Assoluta | si espongono al MuCa la spada medievale di Monfalcone e le foto dell’imbarcazione romana del Lisert

Prima Assoluta | si espongono al MuCa la spada medievale di Monfalcone e le foto dell’imbarcazione romana del Lisert

nuove SottoMonfalcone
Sabato 30 maggio, alle ore 11, si inaugura presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone la mostra fotografica ‘Una Storia per Immagini’, arricchita dalla sezione ‘Storie nella Storia’, dedicata alla spada medievale di Monfalcone e all’imbarcazione romana rinvenuta nei primi anni ’70 durante uno scavo condotto a breve distanza dalle Terme Romane.

Dopo un lungo periodo di interruzione imposto dai noti accadimenti pandemici, la mostra fotografica itinerante ‘Una Storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo e Isonzo‘, curata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca, è finalmente visitabile presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone, da venerdì 22 maggio a domenica 28 giugno 2020. L’inaugurazione è prevista per sabato 30 maggio, alle ore 11.00.

È inoltre predisposta un’ulteriore sezione espositiva , curata dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e realizzata grazie alla proficua collaborazione tra il Comune di Monfalcone e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ove il pubblico potrà per la prima volta ammirare dal vivo la spada quattrocentesca rinvenuta nel corso degli scavi archeologici condotti nell’area sotto il Municipio della città.
Il reperto è stato recentemente valorizzato da un attento e laborioso restauro condotto presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia da Daniele Pasini, a seguito di un accordo fra la stessa Soprintendenza e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.
Questi due enti hanno inoltre reso possibile l’esposizione -anche in tal caso in prima assoluta a Monfalcone- di una pannellatura dedicata alla straordinaria scoperta della ‘nave del Lisert‘, attualmente conservata al Museo di Aquileia ma non accessibile al pubblico.
Del relitto si potranno ammirare le splendide fotografie appositamente realizzate da Flavio Snidero che, assieme a immagini d’archivio, consentono di conoscere il contesto di rinvenimento e di apprezzare i particolari della tecnica costruttiva dell’imbarcazione.

La mostra è organizzata nell’ambito del progetto SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo, promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfalcone e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Promozione delle Attività culturali – iniziative progettuali 2019 per manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica).


#ripartiamosicuri: informazioni per l’accesso dei visitatori
MuCa-Museo della Cantieristica Via del Mercato, 3 Panzano -34074 Monfalcone
VEN 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
SAB 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
DOM 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
LUN 10.00-19.00
L’accesso sarà contingentato e regolato all’ingresso dal personale del museo che accompagnerà i visitatori per tutto il percorso di visita.
Gli accessi saranno consentiti ogni ora alle 10.00 – 11.00 – 12.00 – 13.00 – 14.00 – 15.00 – 16.00 – 17.00 e con l’orario estivo anche alle 18.00 per un massimo di 6 persone a cadenza oraria.
Per prenotazioni info@mucamonfalcone.it o 0481494901
All’interno del museo sarà consentita la presenza di un massimo di 12 visitatori scaglionati nelle fasce orarie previste.
Ricordiamo che anche al museo, così come in tutti i locali pubblici è obbligatorio l’utilizzo della mascherina.


invito alla visita

 foto archivio Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e Flavio Snidero
si ringrazia Elia Snidero per la collaborazione




 

nuovi tratti dell’acquedotto romano della Val Rosandra

nuovi tratti dell’acquedotto romano della Val Rosandra

meno nuove

La valle del torrente Rosandra si trova a breve distanza da Trieste ed è frequentata sin dal neolitico, per via della presenza di molte cavità naturali a sviluppo orizzontale.
È attraversata da un acquedotto romano risalente al I secolo dopo Cristo e visibile ancor oggi in alcuni tratti, costruito per canalizzare le acque del torrente dalla fonte, fino all’abitato di Tergeste, con un percorso di circa diciassette chilometri.
Utilizzato a fasi alterne, ancora in pieno ‘700 s’ipotizzò di ripristinarne la funzionalità, tanto era ben conservato.
Recentemente sono state condotte alcune indagini archeologiche, dirette dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, che hanno messo in luce un nuovo tratto di circa cento metri di lunghezza, di cui riproponiamo qualche immagine.


 

Una Storia per Immagini | a Pieris la terza tappa della mostra fotografica itinerante [21/2-11/3]

Una Storia per Immagini | a Pieris la terza tappa della mostra fotografica itinerante [21/2-11/3]

SottoMonfalcone

La mostra fotografica itinerante ‘Una Storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo e Isonzo’ fa tappa a Pieris (San Canzian d’Isonzo), presso Villa Settimini, dal 21 febbaraio all’11 marzo 2020.
La mostra, realizzata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, fa parte dei prodotti e delle iniziative previste dal progetto SottoMonfalcone, ideato dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e predisposto dall’associazione culturale Lacus Timavi.
La mostra di Pieris, con oltre 50 foto artistiche che ritraggono le bellezze storiche e paesaggistiche del territorio tra falesie di Duino e Isonzo, è a ingresso libero e sarà inaugurata venerdì 21, alle ore 18, presso Villa Settimini di largo Garibaldi 34.

Iniziativa organizzata in collaborazione con il Comune di San Canzian d’Isonzo.

Orari di apertura:
lunedì, mercoledì, sabato 16-19
martedì, giovedì 10-12


Una Storia per Immagini | ad Aurisina la seconda tappa della mostra fotografica itinerante

Una Storia per Immagini | ad Aurisina la seconda tappa della mostra fotografica itinerante

SottoMonfalcone

La mostra fotografica itinerante ‘Una Storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo e Isonzo’ fa tappa ad Aurisina, presso la Casa della Pietra ‘Igo Gruden’, dal 1 al 19 febbraio 2020.
La mostra, realizzata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, fa parte dei prodotti e delle iniziative previste dal progetto SottoMonfalcone, ideato dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e predisposto dall’associazione culturale Lacus Timavi.
La mostra di Aurisina, con oltre 50 foto artistiche che ritraggono le bellezze storiche e paesaggistiche del territorio tra falesie di Duino e Isonzo, è a ingresso libero e sarà inaugurata sabato 1 febbraio, alle ore 11, presso la citata Casa della Pietra di Aurisina.
Si ringraziano il Comune di Duino Aurisina per il patrocinio all’iniziativa, il Lions Club di Duino Aurisina e l’Università della Terza Età ‘Danilo Dobrina’ – Trieste.


 

Una Storia per Immagini | inaugurazione mostra a Staranzano

Una Storia per Immagini | inaugurazione mostra a Staranzano

rassegna stampa SottoMonfalcone

L’articolo apparso su ‘il Piccolo’, relativo all’inaugurazione della mostra ‘Una Storia per Immagini. Viaggio nel tempo e nei luoghi fra Timavo e Isonzo’, tenutasi a Staranzano l’ 11 gennaio 2020 e proposta dall’associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, nell’ambito delle iniziative previste dal progetto SottoMonfalcone.