si conclude al Mitreo di Duino il Progetto Scuole 2017

si conclude al Mitreo di Duino il Progetto Scuole 2017

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Si conclude al Mitreo di Duino, con una visita riservata agli studenti del primo anno del Liceo Scientifico Buonarroti di Monfalcone, il ciclo d’incontri riservato alle scuole locali e volto a far conoscere storia, meraviglie archeologiche e ‘segreti’ dell’antico lacus Timavi.

Dopo dieci giornate d’incontri, declinate sia sul racconto in aula, sia sulla visita diretta al territorio, il progetto ha visto la partecipazione di quasi trecento studenti, provenienti da diversi Istituti di Monfalcone, Staranzano e Gradisca d’Isonzo.

Ringraziamo tutti i docenti che hanno voluto aderire all’iniziativa e il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, congiuntamente al Comune di Monfalcone, che ha messo a disposizione alcune strutture.

L’interesse suscitato ci suggerisce di riproporre tale iniziativa anche nel prossimo futuro, sotto la professionale conduzione di Piera dell’associazione Lacus Timavi, sempre nel solco del racconto sul territorio locale ai futuri eredi della sua memoria.

il Progetto Scuole fa tappa a Gradisca d’Isonzo

il Progetto Scuole fa tappa a Gradisca d’Isonzo

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Mercoledì 19 aprile due classi della scuola primaria ‘”Della Torre” di Gradisca d’Isonzo hanno partecipato al progetto “Scopri l’antico Lacus Timavi” dedicato alla storia romana e all’archeologia del territorio di Monfalcone.

Oltre ad uno sguardo ampio sulle diverse strutture rinvenute presso il Lacus Timavi, si sono approfonditi gli aspetti religiosi e rituali degli antichi romani; i bambini così hanno potuto scoprire culti secondari ma ben sviluppati nella zona come Spes Augusta e il dio Mitra.

In seguito alle presentazioni multimediali, sempre interattive fra alunni e operatore, i bambini hanno realizzato con l’argilla una propria aretta votiva scegliendo fra le divinità conosciute poco prima.

L’esperienza, completamente gratuita, fa parte di un insieme di percorsi tematici raggruppati nel progetto dell’associazione “Progetto Scuole – alla scoperta dell’antico Lacus Timavi” in atto fino maggio 2017, dedicato alla scuole primarie e secondarie del territorio e supportato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.


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con il ‘Progetto Scuole’ alla scoperta del Mitreo di Duino

con il ‘Progetto Scuole’ alla scoperta del Mitreo di Duino

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Nell’ambito delle attività previste dal ‘Progetto Scuole’ curato dall’associazione, mercoledì 15 marzo gli allievi della Scuola Primaria ‘Amelio Cuzzi’ di Monfalcone sono stati condotti a visitare l’antico tempio ipogeo dedicato al culto del dio Mitra, alle pendici del monte Hermada.

Grazie al racconto sulla storia del luogo, illustrata dall’operatrice Piera dell’associazione e dalle responsabili della Soprintendenza, gli alunni hanno potuto conoscere in prima persona le peculiarità di un luogo estremamente suggestivo e relativamente poco noto, recentemente ristrutturato in maniera esemplare, per permetterne una visita completa.

L’esperienza, completamente gratuita, fa parte di un insieme di percorsi tematici raggruppati nel progetto dell’associazione ‘Alla scoperta dell’antico Lacus Timavi’ in atto fino maggio 2017, dedicato alla scuole primarie e secondarie del territorio e supportato dalla Fondazione cassa di risparmio di Gorizia.

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il ‘Progetto Scuole’ nel dettaglio

 

Sanudo; Monfalcone; associazione culturale Lacus Timavi; Friuli Venezia Giulia

 

 

prosegue il ‘Progetto Scuole 2016-2017’

prosegue il ‘Progetto Scuole 2016-2017’

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Giovedì 9 marzo, alla Scuola Primaria ‘Amelio Cuzzi’ di Monfalcone , si è svolta un’attività speciale, dedicata alla storia e l’archeologia del territorio monfalconese anticamente conosciuto come Lacus Timavi .

Le classi quinte, grazie a supporti multimediali predisposti dall’operatrice Piera dell’associazione, hanno dapprima scoperto la storia romana e le diverse rilevanze archeologiche del territorio, quindi approfondito tematiche come le divinità e i commerci legati alla zona.

In conclusione ogni partecipante ha realizzato un modellino raffigurante il Lacus Timavi o un aretta votiva ispirata a reali reperti rinvenuti sul territorio.

I bambini hanno risposto con curiosità ed entusiasmo soprattutto nella parte teorica esponendo diverse domande durante la presentazione e divertendosi poi nel laboratorio pratico.

L’esperienza, completamente gratuita, fa parte di un insieme di percorsi tematici raggruppati nel progetto dell’associazione ‘Alla scoperta dell’antico Lacus Timavi’ in atto fino maggio 2017, dedicato alla scuole primarie e secondarie del territorio e supportato dalla Fondazione cassa di risparmio di Gorizia.

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il ‘Progetto Scuole’ nel dettaglio

Sanudo; Monfalcone; associazione culturale Lacus Timavi; Friuli Venezia Giulia

 

termina la rassegna ‘archeoelogica’ 2016…arrivederci alla prossima edizione!

termina la rassegna ‘archeoelogica’ 2016…arrivederci alla prossima edizione!

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La prima edizione di ‘archeoelogica – storia locale e futuro digitale’ è terminata, con un successo di pubblico davvero oltre ogni aspettativa!
Il nostro intento era di raccontare il territorio locale e avvicinare le nuove generazioni alla sua conoscenza, interessandole con l’approccio digitale e rendendole protagoniste di un’ipotesi ricostruttiva che lo riguardasse.
L’invito ad avvicinare due mondi forse apparentemente distanti è stato suggerito dalle opportunità che l’alternanza scuola-lavoro sta avvicinando e dalla volontà di approcciarsi alla novità, manifestata dagli studenti dell’ ISIS-BEM di Staranzano che, sotto la supervisione dei professori dell’istituto, dei tutor di FVG Digital Academy e dello staff dell’associazione, hanno partecipato con interesse e propositività.

Un sentito GRAZIE a tutti coloro che hanno creduto nel lavoro dell’associazione culturale Lacus Timavi, supportando quest’iniziativa con partecipazione ed entusiasmo.

A questo punto non ci resta che invitarvi..alla prossima edizione..

 

archeoelogica, una rassegna tra storia locale e futuro digitale

archeoelogica, una rassegna tra storia locale e futuro digitale

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– 30 novembre; 2 e 3 dicembre 2016 –

archeoelogica è un ciclo d’incontri di tre giornate e suddiviso su due tematiche, declinate sulla conoscenza del patrimonio storico e archeologico della regione Friuli Venezia Giulia, con particolare riferimento a quella porzione di alto Adriatico corrispondente oggi al territorio del monfalconese. Le due aree tematiche proposte sono quella denominata Archeo, in cui sono approfonditi argomenti di grande attualità nel campo dell’archeologia classica e quella denominata Logica, dedicata in particolare all’innovazione digitale. Innovazione digitale qui interpretata anche come contemporaneo strumento per lo sviluppo della conoscenza della storia del nostro territorio. Promozione e conoscenza capaci di coinvolgere le nuove generazioni, per le quali sono previsti due incontri a tema: orientamento alle nuove professioni e percorsi di alternanza scuola-lavoro.

per tutte le informazioni sull’evento: www.archeoelogica.it

al via il Progetto Scuole 2016

al via il Progetto Scuole 2016

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E’ iniziato oggi, presso la sala conferenze del Palazzetto Veneto di Monfalcone, il Progetto Scuole 2016, riservato agli studenti delle classi delle locali scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

Ospiti dell’appuntamento gli studenti dell’I.S.I.S. Brignoli-Einudi-Marconi di Staranzano, che hanno potuto conoscere la storia dell’antico lacus Timavi e visitare l’orto lapidario e i mosaici delle antiche ville romane, custoditi presso il Palazzetto.

L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio d Gorizia e dal Comune di Monfalcone, si protrarrà fino a marzo 2017, con l’intento di diffondere la conoscenza della storia e dell’archeologia locale.

Per informazioni e prenotazioni:

info@lacustimavi.it | https://www.lacustimavi.it/progetto-scuole/

Progetto Scuole 2016

Progetto Scuole 2016

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Grazie all’interessamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, l’associazione culturale Lacus Timavi dedica anche quest’anno alle classi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del monfalconese, un insieme di percorsi tematici e laboratori, finalizzati alla conoscenza del ricco giacimento archeologico del monfalconese.

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Clicca QUI per conoscere l’iniziativa

MuCa: UN MUSEO IN CANTIERE – Alla scoperta del nuovo museo della cantieristica

MuCa: UN MUSEO IN CANTIERE – Alla scoperta del nuovo museo della cantieristica

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Come sarà il nuovo Museo della cantieristica? Se ne parlerà durante l’incontro MuCa: un museo “in cantiere”,venerdì 29 luglio 2016 alle ore 18.30 nella Galleria comunale d’arte contemporanea di Monfalcone in piazza Cavour 44, nell’ambito della mostraR.S.V.P. (Répondez, s’il vous plaît) curata da Paolo Comuzzi.

Dopo aver raccolto le interviste dei monfalconesi sulle loro aspettative nei confronti del Museo della cantieristica, confluite nelle opere di videoarte in mostra in Galleria, il Comune di Monfalcone propone una conversazione a più voci sul progetto del Museo in allestimento nell’ex albergo operai di Panzano, raccontandone la storia e le caratteristiche anche in relazione alle opinioni espresse dai cittadini al microfono di Comuzzi.

Durante l’incontro verrà presentato al pubblico il doppio DVD che raccoglie i video della mostra.

Per ulteriori informazioni ed essere sempre aggiornati seguiteci sulla nostra pagina Facebook:

Galleria comunale d’arte contemporanea di Monfalcone

 

Sant’Antonio Abate

Sant’Antonio Abate

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L’iconografia su Sant’Antonio Abate (Coma-Qumans [Egitto], 251 – deserto della Tebaide, 17 gennaio 357) ci riporta il mistico egiziano -considerato iniziatore del monachesimo cristiano e primo degli Abati- in compagnia di un maiale, recante al collo un campanellino. E la ragione di questa presenza animale è presto spiegata.

Sant Antonio Abate
Sant’Antonio Abate

Nell’anno 1070, Guigues Disdier e Jocelyn Châteauneuf, originari dell’antica provincia francese del Delfinato, tradussero da Costantinopoli le reliquie di Sant’Antonio sino al villaggio francese di La Mothe-au-Bois.
Le reliquie rappresentavano rimedio e balsamo contro il cosiddetto fuoco sacro o male degli ardenti, detto anche ergotismo, da ‘Ergot’, un fungo parassita delle graminacee. In particolare, il pane fatto con la segale contaminata dal fungo, portava all’intossicazione di chi lo assumeva, cagionando sia spasmi di natura compulsiva e allucinatoria, sia veri e propri effetti di cancrena delle estremità.
Si trattava dunque di un male terribile, del quale alcuni sintomi correlati potevano essere assimilati a quelli dell’herpes zoster (da qui, la denominazione di fuoco di Sant’Antonio, attribuita comunemente alla nota infezione virale).
In nord Europa, dove il parassita fungino era molto diffuso, si contraeva spesso la malattia, veicolata dal pane fatto con la segale.
Man mano che i pellegrini in cerca di sollievo dalla malattia si dirigevano verso i luoghi di culto dedicati al Santo, nel sud dell’Europa, si nutrivano sempre più spesso di pane prodotto con il grano, godendo di un progressivo beneficio, ricondotto al potere guaritore delle reliquie.
Il nobile Guigues de Didier diede disposizione di edificare, nel villaggio francese di La Motte, una chiesa che potesse accogliere queste sacre reliquie, tutelate dai benedettini dell’abbazia di Montmajour.
Tali monaci, nel 1088, furono incaricati dell’assistenza religiosa dei pellegrini e, parallelamente, fu fondata una confraternita per fornire assistenza fisica ai tormenti della malattia. Tale confraternita mutò poi nell’Ordine dei Canonici Antoniniani.
Per diretta concessione del Papa, a tale Ordine fu permesso di allevare maiali, con il cui grasso si lenivano le stimmate dei malati colpiti fuoco di Sant’Antonio.
Maiali allo stato brado, che davano segnale della propria presenza grazie alla campanella che portavano al collo.

Sant Antonio dei Bagni
Sant’Antonio dei Bagni, in una mappa settecentesca

Sull’antica topografia locale, in prossimità delle Terme Romane di Monfalcone, un edificio sacro d’epoca seicentesca di pianta rettangolare e di modeste dimensioni risulta sovente indicato come S. Antonio dei Bagni, eretto in prossimità di uno dei due antichi isolotti che delimitavano la laguna litoranea del lacus Timavi dal mare aperto.
Il culto del Santo è probabilmente da attribuire alla necessità delle genti del luogo di benedire il bestiame –fonte di sostentamento primaria- per scongiurare malattie ed epidemie.
Difatti, ogni 17 gennaio, in corrispondenza della festa di Sant’Antonio Abate, gli abitanti del circondario monfalconese si recavano in processione votiva a questa chiesetta, portandosi appresso gli animali.

Attilio Dessabo
Attilio Dessabo e il primo restauro della statua

In quest’edificio vi erano tre altari, come riportato nella documentazione riguardante la visita patriarcale del 1660, di cui il principale era occupato dalla statua del Santo.
Dopo alterne vicende, l’edificio fu bombardato nel 1917 e quasi raso al suolo: la statua lignea del Santo fu così trasferita a Monfalcone e, attorno alla metà degli anni trenta, restaurata pazientemente da Attilio Dessabo. Oggi è possibile ammirarla presso la nuova chiesa del SS.Redentore, restituita all’antico splendore da un ulteriore e recente intervento conservativo.
Il 17 gennaio 2016 è stata benedetta, presso le Terme di Monfalcone, la nuova edicola dedicata al Santo: un’iniziativa di grande importanza simbolica come cenno di forte continuità con la storia locale e la tradizione.

 

 

San Giovanni di Duino

San Giovanni di Duino

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In questa magnifica foto proveniente dall’archivio Puschi di Trieste si può notare l’abitato di San Giovanni di Duino, ancora intatto dagli insulti della Grande Guerra.

La chiesa presenta una torre campanaria diversa da quella odierna ed esistono ancora le strutture del molino ‘Americano’, su una delle bocche del Timavo, a brevissima distanza dalla chiesa.

la villa della Punta

la villa della Punta

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Sull’Insula Clara più orientale, quella della ‘Punta’, fu indagata negli anni settanta l’omonima villa risalente all’età tardorepubblicana.
Sul cortile centrale della villa si affacciavano circa una trentina di vani di diversa destinazione d’uso.

Alla parte residenziale era difatti affiancata quella rustica, in cui -come farebbero supporre il ritrovamento di una macina in pietra calcarea e dei montanti di un torchio- si lavorava l’olio.

E probabilmente anche il vino.

Tra il Villaggio del Pescatore e Duino era difatti coltivato il Pucinum, particolarmente apprezzato anche da Livia, moglie dell’imperatore romano Augusto, già frequentatrice delle antiche terme, site sull’Insula Clara di Sant’Antonio.

Altri vani fanno supporre che vi si lavorasse il pesce.

Da questa villa proviene il famoso mosaico dei due delfini affrontati a un tridente che ora è conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di‪ Aquileia

In questa foto inedita, concessa gentilmente alla nostra associazione dall’archivio della professoressa Marisa Bernardis, si può notare il pavimento mosaicato di un vano della villa, ricoperto da un velo d’acqua, nei giorni dell’indagine.

A breve distanza sarà poi rinvenuta la barca romana, anch’essa conservata ad Aquileia, probabilmente facente parte delle pertinenze di quest’antica e articolata dimora.

lacus Timavi; villa della Punta; Marisa Bernardis