Un mare di risorse – invito alla mostra

Un mare di risorse – invito alla mostra

mostra Un mare di risorse nuove

Inaugurata venerdì 2 luglio, fino al 15 agosto sarà visitabile a Grado la mostra  Un mare di risorse. Lo sfruttamento dell’ambiente marino nell’Alto Adriatico tra archeologia ed etnografia, vero e proprio viaggio immersivo nel mondo peschereccio lungo l’arco costiero compreso tra la laguna di Marano  e il pescoso mare di Pirano, negli ultimi duemila anni.

Visitando i tre piani espositivi della Casa della Musica di Grado, ove reperti archeologici e manufatti antichi dal I secolo a.C. in poi sono affiancati a beni etnografici risalenti a tempi recenti, è possibile identificarne elementi di continuità e specificità e tratti condivisi tra realtà limitrofe e trovare risposta a domande ai tratti accumunanti della pesca di ieri e di oggi.

Come si allevano pesci e molluschi? Quali ulteriori usi hanno questi ultimi, oltre a quello alimentare? Come è cambiata l’alimentazione basata sui prodotti del pescato? Qual è la valenza simbolica degli organismi marini? Com’è il mestiere del pescatore? Questi sono solo alcuni dei quesiti che la mostra può soddisfare, accompagnando il visitatore in un continuum di emozioni e scoperte.

L’itinerario di visita propone difatti testimonianze di vario genere e di significativa rilevanza provenienti dagli scavi di alcune delle ville romane costiere e del centro storico di Trieste, dal relitto della nave da pesca e mercantile battezzata Iulia Felix rinvenuto al largo di Grado alla zona di Aquileia.

Sono esposti alcuni modellini di imbarcazioni sia antiche che moderne provenienti da vari musei tra cui quello etnografico di Ljubljana e delle immagini votive marinare provenienti dal museo del mare di Pirano/Piran.

Al terzo piano sono esposti alcuni documenti provenienti dall’archivio storico comunale di Marano Lagunare, risalenti al periodo della dominazione di Venezia che raccontano storie di pesca e pescatori, di dispute tra Grado e Marano e di regolamenti della pesca in laguna, oltre a fornirci interessanti toponimi lagunari.

Infine, di grande suggestione, è la ricostruzione dell’interno del cason, la tipica abitazione dei pescatori di laguna.

La visita si conclude al terzo piano, con al proiezione di alcune immagini storiche provenienti da diverse collezioni e quella di un documentario sulla vita nella laguna di Grado, sulle tradizioni pescherecce e sul divenire delle stesse, in un racconto che parte da Aquileia romana e giunge sino al contemporaneo.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni, dalle 19:00 alle 22:30, presso la Casa della Musica di Grado. Per maggiori informazioni: https://bit.ly/3ArRC2F.

inaugurazione mostra archeologica ed etnografica ‘Un mare di risorse’, a Grado

inaugurazione mostra archeologica ed etnografica ‘Un mare di risorse’, a Grado

mostra Un mare di risorse nuove

Venerdì 2 luglio 2021, presso la Casa della Musica, nel centro storico di Grado [Piazza Biagio Marin,2], sarà inaugurata alle ore 19.00 la mostra archeologica ed etnografica Un mare di risorse. Storie di pesca e pescatori nell’Alto Adriatico dall’età romana al Novecento, che sarà visitabile fino al 15 agosto 2021 tutti i giorni con orario 19.00-22.30.

La mostra rappresenta l’evento principale del progetto Un mare di risorse. Lo sfruttamento dell’ambiente marino nell’Alto Adriatico tra archeologia ed etnografia, promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfalcone con la collaborazione delle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Iniziative progettuali finalizzate alla promozione della cultura etnografica 2019) con cofinanziamento del Comune di Grado.

 

Il Progetto
Il progetto da cui nasce l’iniziativa è incentrato sul tema della pesca e delle altre forme di sfruttamento delle risorse marine dall’antichità ai giorni nostri. L’intento è quello di valorizzare e divulgare il patrimonio delle conoscenze, dei saperi e delle tradizioni legate a questo tema nell’area adriatica nordorientale mettendone in evidenza specificità, continuità e tratti condivisi tra realtà limitrofe.

Partner del progetto sono vari enti e associazioni culturali: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia GiuliaDirezione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia, Comune di GradoComune di Marano LagunareComune di Aquileia, Museo del Mare “Sergej Mašera” di Pirano / Pomorski muzej “Sergej Mašera” PiranAssociazione Culturale Museo della pesca del litorale triestino – Santa Croce (Trieste) / Kulturno društvo Ribiški muzej tržaškega primorja – Križ (Trst)Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’IsonzoAssociazione Archeosub Marano LagunareClub per l’UNESCO  di Udine,

 

invito scaricabile

La Mostra

La mostra intende far immergere il visitatore nel mondo della pesca e dei suoi valori negli ultimi duemila anni, in un continuo viaggio tra passato e presente. Il racconto si focalizza sull’area nordadriatica, dalle Lagune di Marano e di Grado a Pirano, caratterizzata da una grande varietà di habitat e di paesaggi.

L’itinerario di visita illustra la pesca e le altre forme di utilizzo delle risorse marine del nostro mare in epoca romana e medievale mediante l’esposizione, da un lato di reperti archeologici (resti di pesci e molluschi rinvenuti negli scavi, strumenti, contenitori…) che ne danno testimonianza diretta, dall’altro di manufatti antichi che documentano iconograficamente gli aspetti legati a quest’attività (mosaici, oggetti d’uso comune e oggetti preziosi quali gemme e ambre). Al contempo le medesime tematiche vengono trattate anche per l’età moderna e contemporanea tramite la presentazione di beni etnografici rappresentati da strumenti, oggetti, fotografie; in questo caso costituiscono una delle “voci narranti”anche alcuni interessanti documenti appartenenti all’Archivio Storico del Comune di Marano Lagunare.

Nel corso dei millenni le tecniche di pesca sono divenute via via più elaborate anche grazie alla realizzazione di strumenti più efficienti, mantenendo tuttavia una forte aderenza ai caratteri della tradizione. Oggi come ieri, cosa e con quali metodi si pesca? Come si allevano pesci e molluschi? Quali altri usi hanno questi ultimi, oltre a quello alimentare? Come è cambiata l’alimentazione basata sui prodotti del pescato? Qual è la valenza simbolica degli organismi marini? Com’è il mestiere del pescatore? Molte sono le domande a cui le varie testimonianze presentate nella mostra contribuiscono a dare risposta.

L’obiettivo è quello di valorizzare e far conoscere al pubblico un aspetto importante dell’economia del territorio altoadriatico approfondendo tutte le sue molteplici espressioni, implicazioni, prassi, saperi e seguendone le trasformazioni avvenute dall’antichità ai giorni nostri tra tradizione e innovazione.

L’esposizione, a cura di Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci,  è stata realizzata  grazie alla collaborazione del Comune di Grado, della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, della Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia, della Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Marano Lagunare e di numerosi enti museali della regione e della Slovenia che hanno prestato beni – per lo più inediti – provenienti dalle loro collezioni: il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, il Museo Nazionale di Archeologia Subacquea di Grado, il Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste, il Civico Museo del Mare di Trieste, il Museo del mare “Sergej Mašera” di Pirano, lo Slovenski Etnografski Muzej di Lubiana, il Museo della Pesca del Litorale triestino di Santa Croce (TS), il Museo Archeologico della Laguna di Marano, l’Antiquarium della villa romana di Ronchi dei Legionari, l’Associazione Archeosub di Marano.

La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile anche grazie al sostegno di PAN Insurance & Consultig s.r.l., Agenzia generale UnipolSai Assicurazioni di Cervignano – Latisana.

 

Come arrivare

inaugurazione mostra fotografica “Con il mare negli occhi” a Santa Croce

inaugurazione mostra fotografica “Con il mare negli occhi” a Santa Croce

Con il mare negli occhi. nuove

Sabato 26 giugno 2021, alle ore 20.30, nella Casa della Cultura A. Sirk di Santa Croce, sarà inaugurata la mostra fotografica itinerante “Con il mare negli occhi. Immagini di vita, luoghi e saperi dell’Alto Adriatico”, che sarà qui ospitata fino al 18 luglio 2021.

La mostra, che nel periodo tra giugno e ottobre 2021 avrà come tappe Pirano, Aquileia e Udine, è curata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo ed è organizzata nell’ambito del progetto “Un mare di risorse. Lo sfruttamento dell’ambiente marino nell’Alto Adriatico tra archeologia ed etnografia”, promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfalcone in collaborazione con le archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci, e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Iniziative progettuali finalizzate alla promozione della cultura etnografica 2019) con il cofinanziamento del Comune di Grado.

Orario della mostra:
sabato e domenica 11.00-13.00 e 19.00-21.00

[foto: Elena Clausero]


laguna di Grado; pescherecci in laguna; barca da pesca


 

l’associazione Lacus Timavi è partner nel progetto di valorizzazione della villa romana di Staranzano

l’associazione Lacus Timavi è partner nel progetto di valorizzazione della villa romana di Staranzano

nuove

[foto: Flavio Snidero]

La Regione Friuli Venezia Giulia assegna al Comune di Staranzano un finanziamento di 20 mila euro, a valere sul recente bando per la valorizzazione del patrimonio storico ed etnografico regionale, con la finalità di valorizzare la locale villa romana della Liberta Peticia.
L’Assessore alla cultura Roberta Russi ha coinvolto la nostra associazione tra i partenariati di progetto, in cordata con altri prestigiosi Enti ed associazioni locali, con la finalità di contribuire a far riemergere con strumenti contemporanei la storia quasi bimillenaria di quest’insediamento abitativo.

L’associazione si è già occupata nel recente passato di valorizzazione del sto archeologico, in seno al progetto ‘SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo’, da poco concluso (a questo link, l’articolo relativo).

Per un approfondimento, vi  proponiamo qui sotto l’articolo relativo comparso su ‘il Piccolo’ di oggi, a firma di Ciro Vitiello.

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inaugurata la mostra fotografica permanente ‘Monfalcone Nostra’, presso il Municipio di Monfalcone

inaugurata la mostra fotografica permanente ‘Monfalcone Nostra’, presso il Municipio di Monfalcone

nuove rassegna stampa SottoMonfalcone
Vi proponiamo l’articolo comparso sul Piccolo, a firma di Laura Blasich, sull’inaugurazione della mostra fotografica permanente “Monfalcone nostra. Una storia che si perde nel tempo”, visitabile nell’atrio del Municipio di Monfalcone durante gli orari di apertura del palazzo.
La mostra, curata da Flavio Snidero, vicepresidente di Obbiettivo Immagine e autore di alcune delle fotografie esposte, ripropone scatti realizzati in seno al progetto SottoMonfalcone e racconta oltre venti secoli di storia cittadina.
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Monfalcone Nostra; SottoMonfalcone; Flavio Snidero; Andrea Fasolo


 

in municipio, una mostra fotografica permanente sui luoghi simbolo di Monfalcone

in municipio, una mostra fotografica permanente sui luoghi simbolo di Monfalcone

nuove rassegna stampa SottoMonfalcone
Prossimamente sarà inaugurata a Monfalcone una mostra fotografica che andrà a valorizzare in maniera permanete il pianterreno del municipio di Monfalcone, in piazza della Repubblica.
Negli scatti dei fotografi dell’associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, il territorio locale si racconta in sedici pose che descrivono al visitatore un arco temporale di circa venti secoli.
L’idea è nata in seguito alla mostra fotografica ‘Una Storia per immagini‘ allestita al Museo della Cantieristica la scorsa primavera nell’ambito del progetto ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo‘ dell’associazione Lacus Timavi.
Qui sotto, l’articolo del Piccolo dedicato all’iniziativa, a cura di Laura Blascih.
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presentazione del libro ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo’ al Festival Geografie

presentazione del libro ‘SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo’ al Festival Geografie

nuove SottoMonfalcone

Il progetto ‘SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo‘ sta giungendo alle battute conclusive.

L’associazione culturale Lacus Timavi ha il piacere di invitarvi alla presentazione del libro “SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo”, a cura di Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e con le foto dei fotoamatori dell’associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, che avrà luogo il giorno 23 settembre alle ore 19.00 a Monfalcone presso la Sala Consiliare (ingresso dalle ore 18.30).
L’evento si terrà nell’ambito del Festival letterario Geografie, organizzato dal Comune di Monfalcone, il cui programma completo è consultabile alla pagina web dedicata https://geografiemonfalcone.it/. L’accesso alla sala è a numero limitato.

SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo


 

la nostra associazione presenta il nuovo sito del civico Museo Archeologico della Laguna di Marano

la nostra associazione presenta il nuovo sito del civico Museo Archeologico della Laguna di Marano

nuove

https://www.museolaguna.it/

Siamo felici di presentarvi il nuovo sito del MuLa | Museo Archeologico della Laguna di Marano, da noi realizzato a seguito dell’intesa sottoscritta con il Comune di Marano Lagunare con la finalità di valorizzare il patrimonio archeologico e storico relativo all’area lagunare più occidentale del Friuli Venezia Giulia.
Il Museo Archeologico della Laguna di Marano è un piccolo scrigno di testimonianze archeologiche che, nel corso del tempo, si è via via organizzato sempre meglio per farle conoscere ad un’amplia platea di pubblico.
L’associazione culturale Lacus Timavi ha iniziato la sua collaborazione col Museo nel 2018, con il ciclo d’incontri denominato ‘Il Senso della Scoperta‘, volto a far conoscere quanto il mare abbia restituito e continui ancora a custodire, tratteggiando una panoramica completa ed avvincente sull’archeologia locale.
Oggi, questa collaborazione si arricchisce di un nuovo strumento, grazie al quale il racconto sarà approfondito e si veicoleranno ulteriori, nuove iniziative atte a far conoscere il territorio di Marano Lagunare, le sue ricchezze paesaggistiche e la sua storia.

Buona..navigazione!

Il progetto è realizzato con la supervisione di Paola Maggi, conservatrice del Museo Archeologico della Laguna di Marano e con la collaborazione del Club per l’UNESCO di Udine.

Qui sotto sono riportati gli orari in vigore sino al 13 settembre 2020.
LUNEDÌ | chiuso       MARTEDÌ | 09.00 – 12.30      MERCOLEDÌ | 15.00 – 19.00      GIOVEDÌ | chiuso
VENERDÌ | 09.00 – 12.30       SABATO | 15.00 – 18.30 e 20.00 – 22.00       DOMENICA E FESTIVI | 15 – 18.30

Le visite guidate gratuite sono previste ogni ultima domenica del mese, solo su prenotazione al numero (+39) 348 784 97 38.
Visite fuori orario sono possibili per gruppi o scolaresche previa richiesta da inoltrare via e-mail almeno una settimana prima della data prescelta, all’indirizzo museolaguna@comune.maranolagunare.ud.it

Museo Archeologico della Laguna di Marano; Andrea Fasolo; Paola Maggi


 

Prima Assoluta | si espongono al MuCa la spada medievale di Monfalcone e le foto dell’imbarcazione romana del Lisert

Prima Assoluta | si espongono al MuCa la spada medievale di Monfalcone e le foto dell’imbarcazione romana del Lisert

nuove SottoMonfalcone
Sabato 30 maggio, alle ore 11, si inaugura presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone la mostra fotografica ‘Una Storia per Immagini’, arricchita dalla sezione ‘Storie nella Storia’, dedicata alla spada medievale di Monfalcone e all’imbarcazione romana rinvenuta nei primi anni ’70 durante uno scavo condotto a breve distanza dalle Terme Romane.

Dopo un lungo periodo di interruzione imposto dai noti accadimenti pandemici, la mostra fotografica itinerante ‘Una Storia per Immagini – Viaggio nel tempo e nei luoghi tra Timavo e Isonzo‘, curata dall’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca, è finalmente visitabile presso il Museo della Cantieristica di Monfalcone, da venerdì 22 maggio a domenica 28 giugno 2020. L’inaugurazione è prevista per sabato 30 maggio, alle ore 11.00.

È inoltre predisposta un’ulteriore sezione espositiva , curata dalle archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci e realizzata grazie alla proficua collaborazione tra il Comune di Monfalcone e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ove il pubblico potrà per la prima volta ammirare dal vivo la spada quattrocentesca rinvenuta nel corso degli scavi archeologici condotti nell’area sotto il Municipio della città.
Il reperto è stato recentemente valorizzato da un attento e laborioso restauro condotto presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia da Daniele Pasini, a seguito di un accordo fra la stessa Soprintendenza e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.
Questi due enti hanno inoltre reso possibile l’esposizione -anche in tal caso in prima assoluta a Monfalcone- di una pannellatura dedicata alla straordinaria scoperta della ‘nave del Lisert‘, attualmente conservata al Museo di Aquileia ma non accessibile al pubblico.
Del relitto si potranno ammirare le splendide fotografie appositamente realizzate da Flavio Snidero che, assieme a immagini d’archivio, consentono di conoscere il contesto di rinvenimento e di apprezzare i particolari della tecnica costruttiva dell’imbarcazione.

La mostra è organizzata nell’ambito del progetto SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo, promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfalcone e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Promozione delle Attività culturali – iniziative progettuali 2019 per manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica).


#ripartiamosicuri: informazioni per l’accesso dei visitatori
MuCa-Museo della Cantieristica Via del Mercato, 3 Panzano -34074 Monfalcone
VEN 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
SAB 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
DOM 10.00-18.00 (da lunedì 1 giugno, 10.00-19.00)
LUN 10.00-19.00
L’accesso sarà contingentato e regolato all’ingresso dal personale del museo che accompagnerà i visitatori per tutto il percorso di visita.
Gli accessi saranno consentiti ogni ora alle 10.00 – 11.00 – 12.00 – 13.00 – 14.00 – 15.00 – 16.00 – 17.00 e con l’orario estivo anche alle 18.00 per un massimo di 6 persone a cadenza oraria.
Per prenotazioni info@mucamonfalcone.it o 0481494901
All’interno del museo sarà consentita la presenza di un massimo di 12 visitatori scaglionati nelle fasce orarie previste.
Ricordiamo che anche al museo, così come in tutti i locali pubblici è obbligatorio l’utilizzo della mascherina.


invito alla visita

 foto archivio Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e Flavio Snidero
si ringrazia Elia Snidero per la collaborazione




 

SottoTrieste: guida ‘insolita’ a una città dalla storia bimillenaria

SottoTrieste: guida ‘insolita’ a una città dalla storia bimillenaria

nuove

Famosa per la sua arte e cultura mitteleuropea, Trieste nasconde tra i tortuosi vicoli della città vecchia e le vie ortogonali del Borgo Teresiano tanti preziosi segni della sua storia bimillenaria. Alcuni di essi sono sotto gli occhi di tutti, visibili nei monumenti e negli imponenti palazzi, altri sono nascosti o meno appariscenti e li racconta e li rende affascinanti l’archeologia.
Con questo libro le archeologhe triestine Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci offrono una guida insolita in cui il racconto della città si dipana attraverso le vicende storiche, le trasformazioni urbanistiche, gli aspetti della vita quotidiana, i reperti che ce li testimoniano e i luoghi che meglio ci fanno comprendere Trieste in tutta la complessità del suo sviluppo.
Gli itinerari di visita proposti sono la chiave per viaggiare nel tempo e ripercorrere passo passo la straordinaria metamorfosi della città dalla Tergeste romana alla Trieste moderna e cosmopolita. Le tappe scelte per definire i percorsi vogliono stimolare i lettori a osservare con attenzione il paesaggio urbano tra ciò che si vede, ciò che c’è sotto e ciò che c’era e non è più.
Come in un grande museo all’aperto, con questa guida si mettono in evidenza gli elementi e i luoghi che meglio ci parlano di Trieste e della sua intricata storia e che le hanno dato una fisionomia speciale e unica.

SottoTrieste è un riedizione aggiornata di una guida nata nel 2009 e oggi arricchita con numerosi percorsi di visita.


Paola Maggi; Renata Merlatti; Gabriella Petrucci; SottoTrieste; Trieste

 


 

Non solo Aquileia. Segni della presenza romana nel territorio tra Isonzo e Timavo.

Non solo Aquileia. Segni della presenza romana nel territorio tra Isonzo e Timavo.

nuove SottoMonfalcone

Progetto SottoMonfalcone | incontro pubblico presso la villa romana della Liberta Peticia, a Staranzano

Nella significativa cornice della villa romana di Staranzano, sabato 5 ottobre 2019 alle ore 11.00 le archeologhe Paola Maggi, Renata Merlatti e Gabriella Petrucci saranno presenti per una chiacchierata sulle principali testimonianze di epoca romana nella parte orientale dell’antico territorio aquileiese.
Si parlerà delle ‘tracce”’lasciate da chi viveva qui circa 2000 anni fa, segni a volte evidenti, a volte labili, che ci raccontano come il paesaggio si presentava in età romana.
Saranno illustrate le modalità di insediamento in quest’area: vie di comunicazione, infrastrutture, ville, necropoli.
Numerosi reperti ci illustrano poi la vita quotidiana del tempo.

L’incontro, aperto a tutti, costituisce una delle prime iniziative del progetto ‘SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo’ promosso dall’Associazione Culturale Lacus Timavi di Monfalcone e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Bando Regionale per gli incentivi annuali 2019 a favore della promozione delle attività culturali di divulgazione della cultura umanistica.

Il progetto mira a trasmettere a un ampio pubblico le conoscenze sui luoghi e sulle testimonianze di interesse storico, archeologico e paesaggistico di Monfalcone e del comparto territoriale circostante, dal mare ai rilievi carsici. L’intento è quello di raccontare in modo nuovo, attraverso una pubblicazione a carattere divulgativo, lo sviluppo storico del territorio dall’antichità a oggi, suggerendo allo stesso tempo nuove modalità di visita di luoghi conosciuti o meno noti.

Tra le altre attività previste dal progetto si segnala una mostra fotografica itinerante in cui verranno esposte immagini delle ricchezze culturali del territorio; saranno inoltre proposti degli “open days”, giornate dedicate a visite guidate aperte al pubblico alla scoperta dei luoghi di rilevanza storica e naturalistica.
Queste ultime iniziative, così come l’accesso ai documenti d’archivio e ai risultati delle ricerche condotte nel territorio, sono rese possibili grazie alla preannunciata collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

Partner nella realizzazione del progetto sono i Comuni di Staranzano e di San Canzian d’Isonzo, l’Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca d’Isonzo, l’Associazione Galleria Rifugio di Monfalcone, lo IAL del Friuli Venezia Giulia (Scuola Alberghiera di Monfalcone), Lions Club di Duino Aurisina, Club per l’UNESCO di Udine e l’Associazione FriuliVeneziaGiuliaДА di Trieste.

>QUI, le indicazioni per raggiungere la villa romana di Staranzano

>QUI, la sede del Comune di Staranzano, che sarà usata in caso di maltempo


10 agosto 1519 – 10 agosto 2019: cinquecentenario del viaggio di Ferdinando Magellano

10 agosto 1519 – 10 agosto 2019: cinquecentenario del viaggio di Ferdinando Magellano

nuove
<<Avea deliberato il Capitan generale Ferdinando de Magaglianes d’intraprendere una lunga navigazione per l’Oceano, ove impetuosi sono i venti e frequenti le borrasche, e di prendere una via da altri non tentata ancora, onde, per evitare che qualcuno cercasse d’atterrirlo coll’aspetto de’ pericoli e dissuaderlo dalla impresa, non volle manifestare a nessuno il suo progetto. Ai pericoli derivanti dalla natura della cosa, aggiungeasi, che i capitani delle altre quattro navi poste sotto il suo comando fortemente l’odiavano, non per latra ragione, se non perché essi erano spagnuoli, ed egli portoghese.>>

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Con queste parole inizia il libro primo del ‘Ragguaglio della navigazione alle Indie orientali per la Via d’occidente, fatta dal cavaliere Antonio Pigafetta, patrizio vicentino’.
Questo incredibile viaggio ha inizio da Siviglia proprio 500 anni or sono, il 10 agosto 1519, con cinque navi: la Trinidad, con Magellano a bordo, la San Antonio, la Concepcion, la Santiago e la Victoria.
Solo la Victoria, dopo una rocambolesca odissea durata più di tre anni, farà ritorno in Spagna con soli diciotto uomini al porto andaluso di Sanlùcar de Barrameda.
Tra questi il Pigafetta, che del viaggio ci ha lasciato un dettagliato resoconto.
Solo altri quattro i sopravvissuti alla spedizione: i marinai della Trinidad, che aveva fatto ritorno alle isole Molucche per via di una falla.
Si saprà molto dopo che tra questi sopravvissuti v’era il savonese Leon Pancaldo, anch’egli autore di un diario di bordo, noto come Roteiro.
Magellano, invece, non farà mai ritorno, incontrando la fine dei suoi giorni sull’isola di Mactan dell’arcipelago delle Filippine per mano del re Cilapulapu, al termine d’una breve battaglia.

Il viaggio si riproponeva di trovare un passaggio già annotato su una precedente mappa geografica, che consentisse un tragitto ‘occidentale’ alla volta delle Indie, attraverso il Rio de La Plata e l’Oceano Pacifico, di modo da accorciare le tempistiche altrimenti necessarie alla circumnavigazione dell’Africa.
La corsa alle Isole delle Spezie era fondamentale per la Spagna, giacché solo il Portogallo poteva controllare l’emisfero orientale, assegnatogli dalle clausole del Trattato do Tordesillas.

Dopo cinque secoli esatti quel viaggio limitale, protrattosi oltre il conosciuto, ci regala ancor oggi una vivida cronistoria sulla globale visione del mondo e il sapore esotico d’un pionierismo tramontato, disegnato nel suo intimo dalla vivacità intellettuale di alcuni intrepidi protagonisti della Storia.



 

La Memoria Ritrovata | Esposizione a Marano Lagunare

La Memoria Ritrovata | Esposizione a Marano Lagunare

nuove

In occasione dell’importante Festa Triennale che si terrà a Marano Lagunare dal 9 al 18 agosto 2019, il Museo Archeologico della Laguna di Marano ospiterà la mostra La memoria ritrovata. Archivio storico di Marano: identità di una Comunità singolare“.
La mostra presenta per la prima volta al pubblico preziosi documenti che rivelano le consuetudini, i bisogni e le caratteristiche della Comunità maranese fra la metà del Quattrocento e la fine del Settecento. Sono lo specchio che riflette l’identità di una comunità davvero singolare, con tutte le sue peculiarità e contraddizioni e con quel suo essere, da sempre, come sospesa tra Venezia e il Friuli.
Tra i documenti esposti si possono ammirare lo Statuto, fondamento di ogni comunità, e una lettera settecentesca su pergamena con l’originario sigillo in piombo del doge di Venezia Giovanni II Corner.

L’esposizione sarà inaugurata venerdì 9 agosto alle ore 19:30 presso la sede del Museo e rimarrà aperta sino al 15 settembre 2019.

Sono previste anche due aperture straordinarie serali mercoledì 14 e sabato 17 agosto (orario 19.30-22.00), in cui saranno effettuate visite guidate alle ore 19.30 e 21.00.
Ulteriori dettagli sulla mostra nel depliant scaricabile.
ingresso libero

 Orari di visita:

lunedì: chiuso
martedì: 9.00-12.30
mercoledì: 15.00-19.00
giovedì: chiuso
venerdì: 9.00-12.30
sabato: 15.00-18.30
domenica e festivi: 15.00-18.30
>>Per informazioni: 0431-640506

SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo

SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo

nuove SottoMonfalcone

Grazie al recente scorrimento della graduatoria regionale relativa al bando per gli incentivi annuali a favore della promozione delle attività culturali – iniziative progettuali riguardanti manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica, il progetto “SottoMonfalcone. Storia, archeologia e paesaggio nel territorio tra il Timavo e l’Isonzo”, presentato dall’associazione culturale Lacus Timavi quale capofila, rientra tra quelli ammissibili e finanziabili.
Tale progetto si propone di valorizzare la ricchezza delle evidenze archeologiche, storiche e naturalistiche del territorio tra il Timavo e l’Isonzo, con un particolare focus sull’area urbana di Monfalcone. L’obiettivo è di trasmettere a un ampio pubblico le conoscenze disponibili sui luoghi e sulle testimonianze di interesse storico e archeologico presenti a Monfalcone e nel comparto territoriale circostante.
Il prodotto principale sarà una pubblicazione a carattere divulgativo sull’archeologia e sulla storia di Monfalcone e dei comuni circostanti dall’antichità all’età moderna, con un’attenzione particolare alle trasformazioni avvenute nel paesaggio naturale e antropico.
L’intento è quello di costruire e divulgare, attraverso diversi prodotti e con la massima attenzione alla scientificità dei contenuti, una narrazione d’insieme dello sviluppo storico, dall’antichità a oggi, di un territorio connotato da una certa omogeneità di espressioni culturali.
L’analisi dei dati – spesso frammentari e conosciuti solo dagli specialisti – che provengono da numerose ricerche di archeologia del paesaggio e da indagini di scavo condotte nell’area, è in grado di gettare nuova luce sulle trasformazioni culturali, sociali e ambientali nel divenire di millenni.

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il sito archeologico di Loron, in Istria

il sito archeologico di Loron, in Istria

nuove
Nuove scoperte dallo scavo archeologico di Santa Marina.

Ubicato in Istria nei pressi di Porto Cervera, tra la foce del fiume Quieto e Parenzo, il sito archeologico di Loron sorprende sia per la sua vastità -quasi un ettaro di superficie- sia per l’eccezionale stato di conservazione delle strutture rinvenute.
Nel corso delle indagini, avvicendatesi per oltre vent’ anni e condotte congiuntamente da ricercatori croati, francesi e italiani sono finora emersi un complesso d’epoca romana adibito alla produzione di manufatti di ceramica, un oleificio, una cisterna e una parte residenziale.
Questa struttura complessa, sebbene presenti caratteristiche proprie delle ville marittime, è stata designata sin dalla sua costruzione a fini produttivi.
Ciò che è emerso per primo -noto sin dal secondo Ottocento- è un grande opificio, voluto da Statilio Tauro Sisenna all’inizio del I sec. d.C.
Sisenna, figlio di Tito, amico personale di Augusto, fu console nel 16 d.C. e proprietario di fondi ad Aquileia e della villa di Cicerone a Roma: una committenza di livello davvero elevato.
In questo sito erano prodotte sia ceramica, sia anfore per l’olio e il vino destinati al mercato adriatico e transalpino.
Dopo la morte di Sisenna, la proprietà passò a Calvia Crispinilla, come testimoniato dai numerosi bolli laterizi rinvenuti in situ. Una donna di potere, al seguito della corte dell’imperatore Nerone: Tacito, nelle sue Historiae, la definisce ‘magistra libidinum Neronis‘, ossia sovrintendente ai piaceri dell’imperatore.
Dopo questi due illustri proprietari, all’epoca di Domiziano il complesso divenne demanio imperiale, inglobato nell’esteso predio rustico che comprendeva tutto il territorio di Torre ed Abrega, dove venivano coltivati l’ulivo e la vite. La durata dell’arco di vita del sito è collocabile tra l’inizio del I e il IV sec. d.C.
La campagna di scavi tutt’ora in corso sta indagando la zona in prossimità di Santa Marina, ove sono stati riportati alla luce una grande cisterna, diversi lacerti di muri e un torchio per la spremitura delle olive, di cui è stato minuziosamente ricostruito il funzionamento.
Tra gli oggetti più significativi rinvenuti vi sono anche un bracciale in pasta vitrea nera, delle perle finemente lavorate, uno spillo per acconciature e uno stilo, oltre a un pendaglio anch’esso in pasta vitrea, sorprendentemente raffigurante un fossile di trilobite.
La nostra associazione seguirà da vicino le prossime evoluzioni  di questo scavo, condotto su uno tra i più importanti siti archeologici dell’Istria.