èStoria | Il culto di Bona Dea nell’Alto Adriatico. Tracce di devozione femminile ad Aquileia e Tergeste

èStoria | Il culto di Bona Dea nell’Alto Adriatico. Tracce di devozione femminile ad Aquileia e Tergeste

Nell’ambito di èStoria, sabato 30 maggio 2026, alle ore 18.00, presso il Trgovski dom di Gorizia, Monica Chiabà, professore a contratto di Storia romana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste, terrà un incontro dedicato al culto di Bona Dea nell’Alto Adriatico.

Bona Dea sin dall’antichità ha destato vivo interesse ed ha esercitato una grande attrazione per alcuni aspetti ‘misteriosi’ del suo culto, da cui gli uomini erano esclusi. Bona Dea, annoverata “tra gli antichissimi numi indigeti del Lazio”, ed “importata” nel Nord Est dai coloni romani, fu destinataria di una grande devozione da parte delle donne di Aquileia e Tergeste, come si evince dalle numerose testimonianze che dal passato sono giunte fino a noi.


foto: Flavio Snidero (la villa romana di Staranzano, nota come «villa della liberta Peticia», presso la quale è stata rinvenuta una probabile mensa dedicatoria a Bona Dea)

 

 

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