solchi carrai

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I dettagli tecnici restituiti dalle strade romane presenti nella zona del lacus Timavi ci restituiscono misure pressoché costanti in tutti i tronconi superstiti sin oggi esaminati.

I solchi carrai paralleli sono profondi mediamente 10 cm, a volte 15, e distano sempre circa 110 cm tra loro.

La natura della roccia in cui sono scavati a volte ne ha permesso la conservazione, mentre in altri casi l’erosione naturale ha contribuito alla loro cancellazione. Ove non siano arrivati gli stravolgimenti dovuti al conflitto bellico.

I tratti osservabili oggi sono circa otto, tra i quali meritano menzione:

– quello che va dal terzo ramo delle risorgive del ‪Timavo, puntando al cimitero di S.Giovanni. Diversi i rinvenimenti archeologici del luogo: l’urna cilindrica già illustrata in precedenza, una tomba a inumazione col fondo in cotto, andata distrutta, che a sua volta ha restituito frammenti di una lucerna e un bicchierino di bronzo

– quello parallelo alla carrareccia che da Medeazza conduce a Ceroglie e che s’interrompe in prossimità del confine di Stato. I solchi carrai puntano verso l’esteso castelliere di Brestovizza, a testimonianza del fatto che in età romana siano stati utilizzati dei percorsi d’epoca precedente

(nella foto scattata da E. Faraone, le operazioni di rilievo metrico dei solchi carrai)

strada romana al Lisert

strada romana al Lisert

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In un post precedente si è visto come la strada che collegava Aquileia a Nauporto (odierna Vhrnika, SLO), attraversasse l’Isonzo su un maestoso ponte che conobbe lunga e travagliata storia, fino alla sua definitivademolizione avvenuta per opera del Patriarca Gregorio nell’anno 1268.

La direttrice che da Aquileia puntava a sud, verso l’Istria, anche in questo caso fu edificata su una preesistente pista percorsa dalle genti locali e la sua definizione si rese necessaria già ai tempi della guerra contro gli Istri, protrattasi sino al 177 a.C.

Aquileia voleva difatti esercitare un controllo sempre più stringente sul territorio circostante e quindi la perfetta agibilità di quelle antiche piste divenne di primaria importanza, creando così un collegamento col sobborgo aquileiese di Monastero con la zona del Timavo.

La strada, che avrebbe poi continuato in seguito ad essere costruita fino alla colonia di Tergeste, raggiungeva un ramo del paleoalveo dell’Isonzo tra Levada e San Canzian d’Isonzo, dove esisteva un ponte, e un altro ramo scomparso dell’Isonzo nella zona di San Polo di Ronchi.

La palude del Lisert era raggiunta poi e il Locavaz veniva superato anch’esso da un ponte, a poca distanza dalla ‘mansio Timavi’.

In questa foto si nota la strada romana durante una fase delle ricognizioni che l’archeologo triestino Alberto Puschi fece durante il suo studio sistematico del territorio.

urna cineraria nei pressi della strada romana del Lisert

urna cineraria nei pressi della strada romana del Lisert

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Continuando l’indagine sulle origini della rete stradale che interessò l’antico ‪Lisert, i ritrovamenti risalenti al periodo romano, come materiali fittili e tombe, ne attestano il periodo di più intenso utilizzo, tenendo presente che questi percorsi furono utilizzati anche in epoche successive a quella romana.

Ciò è suffragato dal fatto che, ad esempio, il tratto diretto al ponte romano sul Locavaz era percorso dalle genti del carso sino al primo ‘900, presentando per via dell’uso intenso delle irregolarità nei solchi carrai, più logori e profondi in corrispondenza della traccia più a valle, gravata da un peso maggiore.

(in foto, un’urna cineraria calcarea rinvenuta in prossimità della strada, in uno scatto di Abramo Schmid della Commissione Grotte di Trieste)

Situazione delle erte e dei guadi posti tra le terme di Monfalcone e Duino (…)

Situazione delle erte e dei guadi posti tra le terme di Monfalcone e Duino (…)

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Questa mappa, datata Triest, den 27 März 1824, è opera della ‘Kustenlandische Baudirection’, la direzione delle opere d’ingegneria civile della regione costiera dell’Impero austroungarico.

Si tratta della proposta di pianificazione di una nuova strada che avrebbe dovuto unire Duino a Monfalcone attraversando la palude del Lisert.
Partendo da sinistra, si nota la ‘Monfalconer Baadhause’ (le terme), al limitare del ‘Monfalconer Moorgründe’, il ‘fondale marino’ con cui si designa la palude del Lisert e, quindi, l’antico lacus (in questo caso definito con una forma non più in uso).

La vecchia strada, quella esistente, scavalla la sommità della ‘Montagnella della Punta’ mentre le due previste l’aggirano: una, quella in rosso, tira dritta e attraversa il ‘Locavaz Bach’(rio del Locavaz) per continuare ‘dem Thurn gehörige Gründe’, ossia fondi appartenenti ai della Torre, giungendo a San Giovanni di Duino.

L’altra strada prevista, in giallo, invece,segue un corso più meridionale rispetto a quella già esistente. Difatti, attraversando d’un tiro le foci del Timavo e il paludo, arriva nel ‘Gemeinde Grad Bratina’, ossia nel comune del castello di Bratina.
Da qui in poi, la strada ‘rossa’ continua da San Giovanni e s’innesta nel vecchio percorso mentre quella gialla prosegue il suo andamento rettilineo attraversando il bosco della Cernizza.
Ambo le strade si tengono al di fuori della riserva di caccia dei conti della Torre, qui annotata come ‘Thiergarten Cernizza Graf von Thurn gehorig’.
Duino è ormai vicina.

(Situation der zur Abbauung der sehr steilen und der Uberschemmung ausgesetzen Strassen Strecke zwischen Duino und dem Monfalconer Baadhause in Vorschlag gebrachten Strassenzuge– Situazione delle erte e dei guadi posti tra le terme di Monfalcone e Duino che s’incontrano lungo i percorsi delle strade proposte | Archivio Piani, 27/03/1824).

nota: tutti i termini in tedesco sono riportati tal quali dalla mappa

Situation der zur Abbaung_full
Situation der zur Abbaung (..)